TRAPANI SHARK, CONTRO HERZLIYA SI È FATTA LA STORIA

di Lorenzo Noto

Il giorno di San Martino 2025 ce lo ricorderemo a lungo e con quel sorriso smagliante di chi è stato fiero della propria squadra.

Una serata bellissima, palpitante, che ci ha fatto capire un’altra cosa importante: bisogna sapere aspettare con fiducia e queste cose capitano quando sei consapevole che lo staff tecnico non scherza, non lascia nulla di intentato, le prova tutte per riuscire a mettere in difficoltà l’avversario e, soprattutto, quando i famigerati attributi sono di rango superiore.

Bnei Herzliya è una squadra forte, rocciosa, dal buon talento che si è esaltata perché si è trovata davanti un Trapani che all’inizio non è stato lucido, il resto bisognerà appuntarlo nel libro dei ricordi per mantenere “vivida” la memoria di una serata bellissima, esaltante e, diciamola tutta, per certi versi inaspettata (sia pur con la nuova consapevolezza che bisogna sapere aspettare).

Mi pare di poter dire che, adesso, osserviamo la nostra squadra con occhi diversi, occhi sempre meno scettici e più convinti che c’è tanto materiale umano per lavorare bene, con soluzioni che possono apparire inaspettate ma nulla è casuale nella pallacanestro e se riesci a fare certe cose vuol dire che qualcuno le aveva studiate.

Quando stenti a comprendere bene certi fenomeni forse è perché sei in stato di sublimazione e la ragione viene accantonata, la sublimazione non deve, per forza, andare a braccetto con la perfezione, la sublimazione la raggiungi quando vedi i tuoi idoli, in campo, con il cuore in mano ed il coltello fra i denti.

Un primo tempo in cui sembrava che si andasse a sbattere costantemente contro le querce ed un secondo tempo in cui l’astuzia, la forza e la tenacia prendono il sopravvento e spazzano via tutte le paure.
Una meraviglia che abbiamo vissuto tutti insieme, con grande gioia.

Nel primo quarto abbiamo incassato 30 punti (segnandone 22), dal secondo quarto è iniziato un lavoro che ha visto una crescente efficacia per esplodere nel quarto quarto.

Questa sera la carretta dei minuti se l’è trascinata Petrucelli (31 minuti), con un agonismo ed una tenacia commoventi, alcuni giocatori hanno continuato a ringhiare sugli avversarsi pur gravati di 4 falli e sugli spalti era altissima la preoccupazione che potesse arrivare un ennesimo fischio “ingeneroso” che avrebbe potuto decretare un temutissimo quinto fallo.

Gli avversarsi erano sempre attaccati, hanno tirato da tre con il 55,66% (10 bombe su 18 tentativi) ma Trapani ha retto e nel tiro da tre punti ha raggiunto il 46,15% realizzando 12 triple su 26 tentativi (2/2 Eboua, 3/4 Alibegovic, 3/4 Hurt, 2/4 Allen, 1/2 Rossato, 1/4 Notae).
Appare clamoroso il dato dei rimbalzi vinti 34 a 26, di cui 13 a 3 nei rimbalzi in attacco, premiata la lotta nelle palle fatte perdere agli avversari 20 contro le 13 perse da Trapani.

All’inizio del 4/4 il punteggio era di 73 -72, il finale lo conosciamo 101 – 88 ma quel che ci rimarrà nella mente sono i 20 punti di Allen (che chiuderà come top scorer del match con 24 punti).

Vi avevo detto di quei giocatori che ad un certo punto decidono che arriva il momento di ingranare la marcia giusta diventando micidiali e così è stato Allen quando ha agganciato il segnale della migliore connessione, la connessione Timmy.

Un appassionato di pallacanestro non può chiedere di più e questa sera il miglior regalo è stato il magnifico scambio fra pubblico e giocatori.

Lasciateci cantare in Europa, ancora.

Foto Simonte

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