GLI AVVERSARI DEGLI SHARK. CONOSCIAMO L’OLIMPIA MILANO

di Salvatore Barraco

Trasferta di prestigio, al Forum, contro l’EA7 Emporio Armani, domenica 16 novembre alle 18, contro un avversario di livello Europeo. In panchina Ettore Messina quale head coach, dal curriculum (e titoli) inarrivabile. Il roster dell’Olimpia è semplicemente da Eurolega, con 15 uomini a disposizione, e 12 di volta in volta convocati, proprio per gestire il doppio impegno settimanale. In primis Armoni Brooks, guardia dal “ventello” facile,  la cui specialità rimane il tiro dai 6.75, soluzione che usa in prevalenza (42.9% su 7 tentativi). Elemento di talento, che ha anche buon atletismo (4.7 rimbalzi a match). Non un grande difensore, può andare in striscia sia in uscita dai blocchi che direttamente dal palleggio, anche dal mid range. Top scorer con 19.4 p.ti, 80% da due, 18.9 di valutazione media. Dovrebbe essere fuori per infortunio il “4” Zach LeDay, che ha capacità atletica (e tecnica) sia di giocare spalle a canestro che di aprirsi per colpire col tiro da fuori. Numero uno nel subire falli (che tramuta con grande efficacia in lunetta), è l’elemento che, spesso, emotivamente dà il break alla partita. Viaggia con  11.8 p.ti, 5.3 falli subiti, 52.9% da due, 27.3% da tre, 4 rimbalzi e tanti viaggi per i liberi (87%). Ormai recuperato il lungo Josh Nebo che è un 5 verticale e di notevole struttura fisica (anche se non troppo tecnico) che nelle battaglie europee rappresenta linfa per “sopravvivere” nel pitturato.Abile da sotto (dove spreca poco per via di una selezione dei tiri accurata), di contro non ha raggio da fuori. Ottimo rimbalzista ed intimidatore. Scrive 9 p.ti (60.7% da due), 4.8 rimbalzi e più di una stoppata di media. Proprio in area troviamo Devin Booker che è attaccante di razza, che si affida sia al post basso, ma che può al contempo partire in palleggio fronte a canestro, potendo colpire (ed aprire il campo) anche col tiro da fuori, davvero affidabile. Può giocare sia da 4 che da 5 in quintetti small. I suoi numeri: 10.3 p.ti, 59% da due, 37.5% da tre, 4 rimbalzi, 1.8 assist di media, segno che vede bene anche il gioco. Altro top player Marko Guduric, tiratore in uscita dai blocchi (un po’ meno dal palleggio) senza eguali. Attira spesso il raddoppio sul blocco, che punisce scaricando la palla al lungo che “rolla” dentro. Al momento, è un po’ sotto media. Struttura fisica importante per il ruolo ma velocità di piedi non eccelsa. Non ama tanto buttarsi nel traffico, ed è letale se servito sul penetra e scarica, meno se deve costruirsi il tiro. Per lui 7.3 p.ti, 44.4% da due, 36.4% da tre (soluzione che usa di più), 2.8 assist di media. Giampaolo Ricci (ala-pivot, nazionale azzurra) dispone di doppia dimensione anche se è prevalentemente un lungo fronte a canestro, che apre il campo, potendo colpire col tiro da fuori e mettendo palla a terra, in 1c1. Soprattutto contro avversari più lenti. Si fa trovare sempre pronto, e può timbrare la doppia cifra. Abile nel pick and pop, non è solo un tiratore, come dimostrano le sue qualità di difensore (9.3 p.ti, 52.6% da due, un irreale 51.4% da tre su 4 conclusioni, arma che usa maggiormente, 3.8 rimbalzi). Leonardo Totè (ex Napoli) può dare il suo contributo, in particolare in attacco, in area, sfruttando i suoi centimetri ed, al contempo, una pregevole tecnica sia in post basso che fronte a canestro. Fisico e buon difensore in area, un po’ meno cambiando sui piccoli. Buon rimbalzista ma grinta non sempre al top. Per lui 5.3 p.ti, 2.5 falli subiti, 62.5% da due, 33.3% da tre (pur su pochi tiri), 2.5 rimbalzi, 1 stoppata di media e quasi 2 assist a match, segno delle sua comprensione del gioco. Intimidatore e bravo a prendersi fallo. Da quintetto la guardia-ala Shavon Shieldsche può giocare tre ruoli (dal 2 al 4). Da tanti anni a Milano, può scrivere il “trentello”, affidandosi anche al suo proverbiale tiro dai 6.75. Forse non ha più l’uno contro uno di una volta, ed appare meno atletico, ma la classe è sempre dalla sua e, data la struttura fisica, può portare “sotto” avversari più leggeri. Abile nel subire fallo. A referto con 12.2 p.ti, 2 falli subiti, 61.9% da due, un incredibile 59.1% da tre (su quasi 4 tentativi, soluzione che usa maggiormente), 3 rimbalzi, 2.3 assist. In cabina di regia troviamo anche Lorenzo Brown (che ha girato le migliori squadre d’Europa, da vincente),playmaker di buona struttura fisica, gran fosforo, migliorato nel corso degli anni al tiro da fuori. In grado di mettere il tiro importante quando serve, dotato com’è di innata leadership. La sua specialità rimane la gestione del ritmo partita e la capacità di trovare i compagni per un buon tiro. Ai box da un po’, nelle 3 gare giocate ha fatto registrare 10 p.ti, 54.5% da due, 35.7% da tre (su quasi 5 bombe a match), 2.7 rimbalzi, ben 5.7 assist per gara. Troppe perse, 3.3 di media, ma per via delle tante responsabilità nelle sue mani. L’ex Trento Quinn Ellis (play-guardia) si è preso sin da subito il proscenio (23’ di parquet) e sta ripagando alla grande la fiducia in lui riposta, con 7.4 p.ti, 2.7 falli subiti, 56.8% da due, 35.7% da tre, 4.3rimbalzi (super per il ruolo), 3.2 assist di media. Esterno di intensità, atletico che corre il campo divinamente. Davvero efficace in 1c1 o avvicinandosi al ferro, un po’ meno dai 6.75 dove, però, è in costante miglioramento. Talento. Niccolò Mannion è un giocatore che ha tanti punti nelle mani (come dimostrato a Varese), ed ama prendersi tiri anche a giochi rotti, grazie ad una indubbia confidenza col canestro. Pericoloso sia in sospensione da tre sia in arresto e tiro dalla media, dopo essersi creato spazio col ball handing. Meno efficace fino al ferro, poiché paga qualcosa fisicamente. Ottimo passatore. Per lui 6.8 p.ti, 2.2 falli subiti, 75% da due, 27.3% da tre, 3.2 assist a match. Tecnico ma non troppo atletico. Leandro Bolmaro, al contrario, di timori fisici non ne ha poiché possiede struttura atletica imponente, e proverbiali sono le sue scorribande in transizione o la capacità di andare in post basso contro esterni meno fisici. Giocatore che in difesa può cambiare su tutti, sempre pronto ad aiutare la squadra con efficaci rotazioni difensive. In attacco, come detto, può dare tanto in avvicinamento a canestro, mentre da fuori non sempre è preciso per via di una pulizia di tiro non ottimale. Notevole rimbalzista per il ruolo, il suo apporto di determinazione ed aggressività non lo fa mai mancare (6.8 p.ti, 45.5% da due, 30.8% da tre, 3.6 rimbalzi, 2.9 assist per gara. I lunghi Bryant Dunston (veterano dai tanti successi europei) e Ousmane Diop sarebbero da quintetto in qualsiasi squadra ma nell’Olimpia non hanno tanto spazio (sui 10’), pur sfruttato bene, con la capacità di entrambi di tirare sopra il 60% da due (e Diop può colpire anche da fuori, a differenza di Dunston) e tirare giù tanti rimbalzi negli spazi a disposizione. Minuti di qualità e affidabilità (garantendo buoni blocchi ed aggressività in area). Tra gli esterni, stesso discorso per Stefano Tonut(sempre più specialista difensivo) e Diego Flaccadori(quest’ultimo può anche portare palla), il primo più fisico(buon rimbalzista), il secondo più a suo agio colpendo sugli scarichi.

foto Simonte



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