Sul parquet storico di Reggio Calabria la Virtus Trapani si ferma a un passo dalla vittoria, ma esce dal campo con la consapevolezza di essere sulla strada giusta. Contro una delle squadre più attrezzate e ambiziose del girone, i ragazzi di coach Valerio Napoli hanno giocato una partita intensa, coraggiosa, e a tratti entusiasmante.
L’avvio è di grande personalità: la Virtus affronta la corazzata calabrese senza timori e chiude il primo quarto sotto di appena due punti. Il secondo periodo è un continuo botta e risposta, con i trapanesi che rispondono colpo su colpo, fino all’intervallo lungo che vede i padroni di casa avanti di cinque lunghezze.
Nel terzo quarto i virtussini mettono in campo tutto il cuore: dopo essere scivolati a -9, reagiscono con determinazione e riducono lo svantaggio fino al -1. L’ultimo periodo regala emozioni forti: la Virtus mette la freccia e vola sul +4, facendo tremare gli spalti. Poi arriva il blackout: Reggio Calabria piazza un parziale di 15-0 e ribalta la gara. Ma Trapani non si arrende, torna fino al -3 a dodici secondi dalla fine e recupera persino la palla del possibile pareggio. Il tiro di Campoya, però, si ferma sul ferro.
Finisce — ma solo nel punteggio — una partita di grande spessore tecnico e umano. “Abbastanza soddisfatto — commenta a fine gara coach Valerio Napoli ai microfoni di Reggio a Canestro.it — anche se dobbiamo migliorare in certe situazioni di gioco. Però dico: i ragazzi hanno dato l’anima e sinceramente, dal punto di vista dell’impegno, non posso dire niente.”
Napoli guarda avanti con fiducia: “Il progetto Virtus è in crescita costante. Stiamo aspettando Ariel Svoboda e lavorando per trovare ancora i meccanismi giusti, perché in un gruppo già consolidato inserire quattro o cinque nuovi elementi non è facile.”
Parole di rispetto arrivano anche dall’altra panchina. Coach Francesco Inguaggiato, guida di Reggio Calabria, sempre ai microfoni di Reggio a Canestro.it elogia gli avversari: “Onore alla Virtus del mio amico ed ex allenatore Valerio Napoli. Forse, dal punto di vista formativo, era proprio la gara che serviva ai miei ragazzi.”
E aggiunge, con sportiva sincerità: “È stata una partita che, come si dice in inglese, shape the character, ci ha formato il carattere. Ci ha costretti a tirar fuori cose che nelle prime giornate non erano emerse. Nelle altre tre partite eravamo sempre avanti, invece questa è stata a rischio. Siamo stati sotto, bravi loro: ci hanno messo davvero in difficoltà.”
Una sconfitta dal sapore amaro, ma che racconta di una Virtus viva, solida, e in piena crescita. A Reggio Calabria, più che due punti persi, sono arrivati segnali importanti di una squadra che sa già parlare il linguaggio del carattere.








