Trapani Shark, migliore inizio non poteva esserci. Di Peppe Cassisa


Di Peppe Cassisa

Buona la prima! La Shark soffre ma porta a casa i primi due punti della stagione. Una vittoria che lascia intravedere da un lato quelle che potranno essere le difficoltà della stagione e dall’altro anche i modi per uscirne fuori. 

​​​​​​SuperCoppa

Ovvio, infatti, che il “peso” della SuperCoppa si farà sentire. Non certamente in termini di fatica accumulata ma di approccio al match da parte degli avversari, consapevoli di dover affrontareuna delle pretendenti alla promozione. Pertanto, smaniosi, quanto meno di far bella figura, di dovercela mettere tutta sul parquet per sovvertire il pronostico e perché no di vincere. Insomma, di parquet infuocati come quello di Vigevano, ce ne saranno tanti e nessuno regalerà nulla, anzi …   

​​​​​Vigevano: prova di forza 

La squadra granata lo sa bene, ma ha già dato un’indiscutibile prova di forza, di esperienza, sopperendo alle attuali difficoltà. Quelle legate alla mancanza del  pivot americano -Horton è ormai prossimo all’inserimento- sia in fase difensiva, dove i rimbalzi lasciati agli avversari sono stati troppi, sia in fase offensiva, dove i giochi per il pivot dovranno chiaramente rappresentare una costante e valida alternativa al tiro da fuori.

Ma il successo in terra lombarda -per la gioia anche di una tifoseria trapanese presente sugli spalti con ben oltre un centinaio di spettatori per via dei tanti studenti e lavoratori trapiantati al nord- rappresenta un buon viatico per il prosieguo della stagione. Innanzitutto, perché è il miglior modo di partire e poi perché costituisce una prova di forza nei confronti delle avversarie e un modo per capire come si devono vincere le partite. 

Difesa e miglioramenti 

Una partita, quella di Vigevano, condizionata da un approccio un po’ molle, decisa non dagli attacchi dei primi tre quarti ma dalla difesa, dove i granata, nel quarto decisivo, hanno saputo mettere la museruola agli avversari, lasciandoliquasi 5’ senza segnare, dopo averne presi oltre 22 di punti di media, per quarto, in precedenza. 

Esperienza, gruppo ma anche individualità, come quella di Notae che proprio nel momento topico del match ha saputo dare certezze alla squadra in attacco e non soltanto. Insomma, un americano vero. 

E’ evidente che molto dovrà essere migliorato ma guai se così non fosse alla prima di campionato. Anche se, conoscendo Antonini e la pressione “positiva” che mette sulla squadra, si capisce come questa sarà sempre condannata a vincere. E a giudicare dagli esiti dei suoi mugugni nel dopo gara di Agrigento, non è proprio un male. 

L’assenza del lungo americano e praticamente quella di Mollura, rappresentano delle ulteriori potenziali armi per una squadra che dovrà anche inserirli nei giochi. Ma non sono solamente loro a doverlo essere, perché anche l’apporto di Marini,Mobio, Mian dovrà migliorare.

Evidente che la caratteristica della squadra porterà a privilegiare l’utilizzo degli esterni e la loro vena realizzativa soprattutto al tiro, ma come detto e come appurato in SuperCoppa, tutto dovrà partire dalla difesa.

​​​​​​Antonini

Che possa essere l’anno buono? E’ sotto gli occhi di tutti che a fronte della concretezza, della fattività, dell’entusiasmo e della capacità di coinvolgimento di Antonini, il presidente abbia un solo obiettivo. Insomma, il ciclone Antonini dirompe in lungo e in largo. I primi ad esserne coinvolti sono proprio lo staff e i giocatori. Del resto, con un tale roster, composto da atleti che sarebbero titolari in qualunque quintetto di ogni squadra di A2, non potrebbe essere altrimenti. Ovvio che non sarà facile primeggiare. Troppe le varianti. Ma almeno ci sarà spazio per una stagione esaltante e per cullare l’obiettivo della promozione. Un sogno che prende il posto del target di una salvezza difficile da raggiungeredelle precedenti stagioni, facendo i conti con un organico risicato e che per i tanti infortuni spesso vietò a coach Parente di allenarsi in maniera apprezzabile o schierare quintetti competitivi, fronteggiando soltanto le emergenze. 

Ecco, proprio sul coach si erano addensate le nubi costruite a bella posta da tifosi e addetti e non ai lavori, in quanto Parente, finora, aveva dimostrato di essere stato bravo a gestire squadre votate a salvarsi e soprattutto a superare indenne e miracolosamente momenti di grandi difficoltàma non di aver mai gestito squadre di vertice con tanti potenziali leader.

In tal senso, però, è già arrivata la prima risposta dal campo, con la conquista della SuperCoppa, che prima fra tutti al coach granata, dà fiducia e in generale alimenta autostima. 

Tutto, intanto, sembra procedere nel migliore dei modi, con un avvio sparato e tanto entusiasmo nella piazza. Il successo della SuperCoppa e i suoi benefici, variegati effetti ne sono la riprova. Ad esempio, quello sull’impressionante bagno di folla nella presentazione della squadra voluta al neo Pala Shark. Mai fu cosa più utile e gradita, la volontà dei tifosi del calcio di non volere fare una festa in comune con il basket ma solamente la loro festa. Nessuno avrebbe immaginato che quella del basket potesse così essere ancor più coinvolgente e imperdibile, rispetto a quella del calcio.  

Vedere tante presenze al palazzetto ha riportato alla mente e agli occhi la memorabile gara Trapani-Sassari, dall’esito maledetto e il bagno di folla appena vissuto potrebbe rappresentare l’anticipazione, la cartolina di ogni gara interna della stagione della Trapani Shark. 

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