di Lorenzo Noto
La seconda gara di play-off è stata l’ennesima altalena di emozioni e ci ha detto che gli avversari meritano il rispetto più assoluto. Ovviamente, anche Trapani merita rispetto e il Coach Priftis ha cominciato a dare qualche segnale di instabilità.
C’è voluto tanto tempo per ritrovare un Trapani entusiasmante, c’è voluta tutta la gara uno, tutto il primo tempo di gara due ed i primi cinque minuti del ¾.
Durante tutto questo tempo, un uomo dalla mente glaciale e lungimirante, un grande conoscitore della pallacanestro e delle migliori strategie che in questo meraviglioso sport si possono porre in essere, ha dovuto continuare a ragionare alla ricerca di quelle soluzioni adatte a combattere, adeguatamente, l’avversario. Quest’uomo grandioso si chiama Jasmin Repesa e fino a questo momento è, per me, il miglior Coach della stagione 2024/2025 LBA.
Durante il primo tempo di ieri sera ho accusato stanchezza, ho accusato stress da play-off ed ho fatto un cattivo pensiero che è il frutto di un cervello ed una resistenza allo stress che cominciano a dare segnali di cedimento: “se i play-off devono far soffrire così è meglio finirla qui”.
Probabilmente, però, il cattivo pensiero di finirla con i play-off si sarà trasmesso telepaticamente a quel giovane atleta che istintivamente adoro e che appartiene al mio ceppo familiare: JD Notae.
JD, ieri sera, quando mancavano 5 minuti e 46 secondi ha scagliato una bomba che ha portato Trapani sul 51-54 e subito dopo ha raggiunto il pari sul 54-54 con un’azione che lo ha portato in lunetta dopo avere segnato il canestro; sei punti fondamentali che hanno suonato la carica e che hanno fatto partire un processo di metamorfosi che si dovrebbe studiare in un laboratorio di genetica.
Coach Jasmin Repesa ha inventato soluzioni atipiche, ha messo in campo quintetti inusuali e nel momento decisivo del match ha proposto un quintetto con Notae, Rossato, Petrucelli, Eboua e Yeboah. Sarà bene tenerlo a mente questo quintetto perché è stato come la comunione di tante maestranze che decidono di costruire qualcosa di importante: elettricisti, muratori, piastrellisti, architetti, arredatori, senza disdegnare figure come quelle che si occupano di psicologia ma il regista della psicologia era in panchina a manovrare.
Così, con questi talenti e tanto attaccamento alla maglia, il popolo trapanese ha iniziato un viaggio esaltante e commovente che ha stroncato l’avversario. I giocatori che si sono avvicendati hanno lasciato fuori dal campo le incertezze e le indecisioni che ci avevano fatto tremare ed hanno fatto impazzire gli avversari e Coach Priftis che ha mal digerito questo slancio di talenti in maglia granata.
Ha detto bene il telecronista di Dazn, ascoltato nel rivedere la partita: Trapani è come una palla di neve che diventa una valanga che travolge tutti. Devo dire che quando Trapani diventa valanga coinvolge e travolge anche i propri tifosi.
Così, anche io, improvvisamente, ho visto svanire le mie ansie e mi sono destato quando ho dovuto ricondurre le mie mani verso zone proibite ascoltando il palazzetto che urlava “vinceremo il tricolor”. Certo, un po’ azzardato ma questa è la conseguenza di quella valanga che fa sognare ad occhi aperti.
Guardando i risultati delle altre partite di play-off ci si rende conto di quanto importante sia stata la vittoria di gara due e giovedì prossimo ci aspetta un’altra battaglia sperando di ripartire dal secondo tempo quando la palla di neve è diventata valanga.
TUTTI PAZZI PER QUESTI RAGAZZI
PS: incontrare gli Amici che mi dicono “io ti seguo” è una grande gioia. GRAZIE!
foto Stanislao Savalli








