TRAPANI SHARK DA SOGNO IN QUESTA PRIMA PARTE DI STAGIONE. MA ATTENZIONE AI CALI DI CONCENTRAZIONE. DI PEPPE CASSISA

Ormai non è più un sogno. La Shark assapora il gusto e la gioia del primo posto in classifica, seppur a pari punti con Brescia, Trento -entrambe già sconfitte nel confronto diretto, addirittura Brescia sul proprio campo- e Bologna. 

Una squadra che sta scrivendo la storia del basket a Trapani ma anche nell’intera Isola, dove mai nessuna formazione era riuscita nell’impresa di capeggiare la classifica della A nel girone di ritorno. Impensabile alla vigilia, eccetto che per il proprio patron, da sempre assertore di una Sharkquest’anno in lotta per lo scudetto. Ma a volte i sogni diventano realtà e l’azzardata uscita di Antonini, alla fine, si sta rivelando una strada percorribile anziché una bufala. 

Onore al merito, dunque, per il presidente sempre più determinato ispiratore, forte motivatore e ossessivo pungolatore della squadra e dello staff. Si deve anche a lui se la squadra ha conservato intatto lo spirito vincente che aveva caratterizzatola trionfale cavalcata della passata stagione, pursenza dimenticare poi, chi, da protagonista, questo spirito lo impersona sul campo e in panchina. 

​​​​​​I numeri  

I numeri della stagione parlano chiaro e testimoniano della grande voglia di vincere di questa squadra: 11 vittorie al temine del girone di andata e addirittura, come detto, conquista della vetta in apertura del girone di ritorno. Ma non basta. Miglior attacco (92.7 p.m.p.), prima per valutazione (103.7), seconda negli assist (20.3),prima per palle recuperate (8.6), terza nel tiro da tre (38.9%), seconda nei tiri liberi (80.6%), sono solamente alcune delle voci statistiche che confermano la forza granata. 

Ovvio, adesso che si è in ballo, di voler puntare decisamente in alto, senza abbassare la guardia e la concentrazione. 

Un paio di sgasate e Scafati è affondata

Sul neutro di Veroli, alla Shark è bastato “sgasare” in un paio di circostanze (21 a 3 ad inizio gara e 14 a 2 a fine secondo quarto) per chiudere la gara. Determinante, in particolare, il primo deciso affondo con il +18 e soli tre punti realizzati dai campani -in possesso di uno fra i più prolifici attacchi dalla A- in poco più di 5’. A risultare decisiva, quindi, ancora una volta è stata la difesa, aggressiva, magari un po’ troppo fallosa ma in grado di mettere il bavaglio agli avversari. Appena 26 i punti concessi nel primo tempo agli scafatesi. Ed è da lì che stanno sempre più traendo linfa i successi granata.

Alla ricerca della continuità

A Veroli, vittoria doveva essere e vittoria è stata. Indubbi i meriti dei granata, soprattutto sotto l’aspetto difensivo ma evidenti anche i limiti dei campani. Per quel che riguarda la Shark, c’è soprattutto da rimarcare l’alternanza di momenti magici e di altri da dimenticare all’interno del match. È proprio questa alternanza di rendimento, questa scarsa continuità -soprattutto in casa- e anche un pizzico di mancanza di cinismo che necessitano di miglioramento. Colpa, a tratti,della voglia di strafare, almeno quando si è largamente avanti, delle conseguenziali banali palle perse o dei contropiedi non concretizzati.Cali di concentrazione? Fors’anche. 

Ma la forza di Trapani sta, anche, nella lunghezza del roster e nel fatto di trovare sempre qualche protagonista fra i titolari o nella panchina, facendo passare quasi inosservate le, poche,serate non brillanti di qualcuno fra Galloway, Horton, Alibegovic, Petrucelli o Robinson. 

Con Scafati, la Shark è partita sparata per poi farsi parzialmente rimontare. Non è la prima volta che quest’anno accada ma stavolta la gara non è mai stata in discussione. Un match che, comunque, non è parso un esempio di perfezione o di grande gioco ma nel quale Trapani ha denotato la sua maggiore qualità rispetto all’avversario, apparso una vittima predestinata. 

Pleiss

Il lungo pivot tedesco pian piano sta crescendo. Con Scafati è partito in quintetto e ha ben figurato, piazzando anche il canestro dell’iniziale +18. Probabilmente Repesa avrebbe potuto utilizzarlo maggiormente, in una serata di non particolare vena di Horton. Ma le voci che lo danno per partente (Alba Berlino) continuano a rincorrersi, così come anche quelle dell’arrivo di un suo sostituto. Obiettivo, quello di affiancare un “5” fisico e strutturato da affiancare ad Horton. Ciò nell’intento di non dover subire tanto sottocanestro le squadre che annoverano fra le loro fila pivot particolarmente fisici.

Record presenze

Anche qui non mancano i record stagionali dei granata, con l’utilizzo del 97.1% della capienza del palazzetto (portata da poco a 4490 posti) e con 4201 spettatori di media a partita, grazie ai 3658 abbonati. Tutto ciò, a fronte del costo del biglietto d’ingresso più alto della A, che ha portato la Shark, a fine girone di andata, a beneficiare al botteghino di entrate per oltre 777 mila euro, dietro solamente a Milano che però fa più del doppio delle presenze medie di Trapani. 

Al di là dei numeri e delle cifre, però, è la voglia della tifoseria di star vicino alla propria squadra che colpisce ed emoziona. Spesso l’incitamento dei tifosi granata che accorrono da ogni parted’Italia, fa sì che sembri proprio la Shark a beneficiare del fattore campo. E così ormai i cori intonati dai tifosi sono diventati dei veri e propri tormentoni. Insomma, un contesto, una cornice di pubblico davvero entusiasmante.     

Pistoia

Adesso, sotto con l’anticipo di sabato nel corso della seconda giornata del girone di ritorno. All’andata, alla decima giornata (in serie A le gare di ritorno non conservano lo stesso ordine di quelle giocate prima del giro di boa), a Pistoia si trattò della quinta vittoria esterna consecutiva per la Shark, puntellata con l’arrivo di Brown e Eboua, al loro esordio, per via degli infortuni rimediati da Petrucelli e Yeboah.

Strano ma vero, proprio da quel 7 dicembre 2024 Trapani non vinceva più in trasferta, essendo poi stata sconfitta a Milano e Venezia.

Da tenere a mente la lezione di quella gara, con i granata che, grazie ad una seconda frazione eccellente, in apertura di terzo quarto toccarono il +21, facendosi incredibilmente recuperare, soffrendo nel finale e rischiando di perdere una gara già vinta e in controllo. Inoltre, il fatto che Pistoia, fra i tanti cambi di allenatore, dopo la gara con Trapani ha sempre fatto bene, pur perdendo, ma conquistando domenica scorsa su Varese il suo primo successo con il suo nuovo coach (Okorn) dopo nove stop consecutivi.  

Infine, da segnalare l’attuale leadership assoluta dei toscani nei rimbalzi difensivi (28.6), oltre alla presenza del duo Rowan, con il padre, Ron, indimenticata guardia della Pall. Trapani e oggi presidente della squadra e del figlio, Maverick, guardia/ala in campo.

foto Salvatore Simonte

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