di Piero Salvo
Il 2026 non è iniziato nel migliore dei modi per lo sport trapanese. Oggi sono andati via Ford nel basket e Carriero, Negro e Ciotti nel calcio atleti che si sono spesi per la maglia granata dando un contributo importante sia sotto l’aspetto tecnico, ma anche dal punto di vista umano non avendo mai fatto mancare impegno e dedizione alla causa. Ma l’esodo non si fermerà a questi atleti ma probabilmente sarà “biblico”, visto che partiranno in tanti e soprattutto nel basket le prospettive sono assolutamente funeree con il cartello “the end” prossimo ad essere appeso alla porta della società. Si perchè come ampiamente risaputo gli Shark rischiano seriamente di scomparire nel caso in cui agli 8 punti di penalizzazione già comminati se ne sommassero nelle prossime udienze degli organi giudicanti (in programma il 7 gennaio) altri 4. Infatti con 12 punti scatta la radiazione dal campionato di serie A. La formazione di Latini continua gli allenamenti, ma sembra che la società in attesa del giudizio di mercoledì prossimo abbia chiesto alla Lba il posticipo della gara contro Bologna di domenica prossima (cosa che la Lega difficilmente accorderà) per cercare di capire cosa fare in attesa di un probabile rompete le righe che libererà automaticamente tutti i giocatori. Insomma il 2025 si è chiuso con nuvole di tempesta all’orizzonte e il 2026 si sta aprendo con la tempesta perfetta, che probabilmente sancirà la scomparsa dell’attuale massima formazione cestistica sud Italia(classifica alla mano) che aveva fatto sognare la Sicilia intera. E se il basket è ad un passo dal baratro il calcio non è messo meglio, a breve anche qui si riuniranno gli organi federali giudicanti che potrebbero comminare ulteriori punti di penalizzazione oltre gli 8 già in essere. Insomma una situazione che rappresenta probabilmente un unicum negativo in Italia e di cui si parlerà per parecchio tempo. Ora al di là di tutti gli aspetti tecnico/giuridici del diritto sportivo e del proseguimento monco dei tornei a cui le due squadre partecipano, a perdere sono la città di Trapani e la sua appassionata e corretta tifoseria. Il progetto quando è nato era davvero interessante con una polisportiva che per due anni e mezzo ha fatto sognare il comprensorio trapanese. Adesso invece si sta materializzando un incubo che vede concretizzarsi tutte le preoccupazioni dei mesi scorsi. Ormai sarà questione di giorni e sapremo tutti di più, ma nel momento in cui il tutto sarà certificato occorrerà un attenta e seria riflessione e un assunzione di responsabilità di tutti gli attori in campo, perchè la città merita un futuro importante nel basket e nel calcio, e perchè lo sport per Trapani ha sempre rappresentato una parte importante del tessuto sociale cittadino. Da cosa ripartire allora: sicuramente da un pubblico fidelizzato che ha portato per due anni e mezzo 4500 spettatori al palazzo dello sport (cosa che non è scontata in molte parti d’Italia) da una tifoseria itinerante conosciuta per la sua correttezza e per la sua sportività, sempre presente in tutte le trasferte, e da un progetto sportivo che guardi al lungo periodo e non solo all’immediato e al tutto e subito.








