PAUL EBOUA, “DA TRAPANI ALL’EUROLEGA”

di Salvatore Barraco

Paul Eboua, dopo una mezza stagione di apprendistato con Coach Repesa, è letteralmente esploso in quella seguente 2025/2026, viaggiando quasi in “doppia doppia” di media (10.7 p.ti + 9.2 rimbalzi con il 59% da due) nelle 13 gare disputate, prima dell’esodo forzato dalla crisi granata. Per lui poi la grande chance di giocare con l’Asvel Villeurbanne. Nel campionato francese si è ritagliato sin da subito spazio (15’ di media) con impatto importante (7.5 p.ti + 5 rimbalzi con il 56.3% da due), rendimento replicato in Eurolega (8.2 p.ti, 54.5% da due, 41.9% da tre, 4.2 rimbalzi, 3.1 falli subiti in 18’), dove è oltretutto in crescita, come dimostra lo scorso turno casalingo contro il Maccabi Tel Aviv quando ha messo a referto 19 p.ti, 3/4 da due, 3/6 da tre, 7 rimbalzi, 7 falli subiti e 18 di valutazione. Lungo moderno che può giocare anche fronte a canestro, il suo biglietto da visita è rappresentato dall’atletismo e dalla potenza a rimbalzo, con innata capacità di chiudere con forza a canestro. I tifosi di Trapani si ricordano bene le sue dunk spettacolari con cui, prima di lasciare la Sicilia nel gennaio 2026, contribuì al primato sul parquet della squadra, da lungo titolare. Dell’esperienza granata abbiamo parlato col pivot camerunense.

Ti aspettavi che l’esperienza trapanese potesse concludersi in quel modo?

“Non me lo aspettavo. Il nostro focus era poter giocare e competere fino alla fine. Vero è che avevamo finito la stagione precedente con problemi e la penalizzazione, e v’erano oggettivamente alcune criticità, ma non pensavo si potesse arrivare all’esclusione”.

Sei andato via prima delle gare “farsa” contro Hapoel Holon e Trento. Come hai vissuto, da lontano, quella situazione?

“Non è stato facile vedere una squadra così forte, un ambiente così partecipe, ridursi in quel modo. Faceva male a me che non ero più lì, figurarsi ai ragazzi che scendevano in campo. Ancor di più, pensando alle sofferenze del popolo granata”.

Trapani, al completo, era riuscita sul campo ad ottenere il miglior record di vittorie in LBA. Dove pensi potesse arrivare alla fine della stagione?

“L’obiettivo era giocare, come l’anno precedente, i play-off da protagonista. Difficile dire quale sarebbe stato l’epilogo, ma di certo avremmo potuto sognare di arrivare fino in fondo”.

Repesa ha detto che sei diventato un lungo moderno che può spostare in Europa. Che ruolo ha avuto il Coach nella tua crescita?

“Il Coach è stato determinante nel mio miglioramento, direi decisivo. In particolare per farmi acquisire consapevolezza dei miei mezzi, per aiutarmi a comprendere in che modo sarei potuto essere più produttivo, come muovermi negli spazi, come pensare sul parquet ed essere aggressivo. Repesa ha avuto il merito di semplificare il gioco per tutti noi, sapevamo perfettamente cosa fare in campo, in un certo senza era facile, dato che le sue richieste erano chiare. Anche lo staff tecnico mi ha aiutato tantissimo, composto da persone serie, ed una citazione la vorrei fare per Alex Latini”.

Come spieghi lo switch tra il tuo primo anno a Trapani, in cui hai avuto poco spazio, e l’esaltante inizio della seconda esperienza?

“Quando sono arrivato da Cremona, sapevo di trovare giocatori bravi e già in ritmo, amalgamati. Quindi ero consapevole che trovare spazio non fosse così semplice ma sapevo anche che l’obiettivo era migliorare per la stagione successiva. Ho fatto tanto lavoro individuale, osservavo Horton, anche per aiutarlo a riposare, così che la squadra, in sua assenza, potesse giocare bene ugualmente, Confrontarmi con Repesa poi è stato fondamentale, in modo da essere già pronto a dargli quello che chiedeva ai nastri di partenza della stagione seguente”.

Di recente hai affrontato Justin Robinson nel derby d’Eurolega, cosa vi siete detti?

“Abbiamo parlato solo durante il riscaldamento pre-partita. Su aspetti personali, in particolare su come stessero andando bene le nuove esperienze di entrambi. Lui col Paris sta disputando una stagione fantastica, ed io gli ho manifestato la mia felicità per questo, stessa cosa ha fatto lui con me. Infine abbiamo condiviso anche il dispiacere per il triste epilogo di Trapani ”.

Come sta andando la tua esperienza a Lione e se ti aspettavi di essere già pronto per l’Eurolega?

“Non mi aspettavo di giocare in questa stagione in Eurolega, è stata un’opportunità nata dal nulla, principalmente dalla crisi di Trapani. Ma ho lavorato tanto per essere pronto a questo livello. Considero importante fare esperienza in un altro campionato. Sul parquet devo concentrarmi sulla transizione e catturare rimbalzi. Il Coach dell’Asvel, Poupet, mi richiede di tirare tanto da tre, ritagliandomi il ruolo di 5 che gioca pick and pop, che fa cambio difensivo. A Trapani, su quest’ultima situazione, dovevo essere più aggressivo, mentre qui devo contenere ma aver lavorato su determinate basi tattiche con Repesa mi ha permesso in poco tempo di avere subito impatto in Francia, dato che, giocando la Coppa, abbiamo poco tempo per allenarci”.

Quali differenze hai riscontrato tra il campionato italiano e quello francese?

“Nel campionato francese c’è maggiore dinamismo, atletismo e fisicità ed, in generale, si corre di più. In Italia il gioco invece è più tattico, si richiede di eseguire i giochi con pazienza.”.

Ti senti attualmente con alcuni dei tuoi vecchi compagni in granata?

“Sento spesso JD Notae. Mi dispiace davvero per il suo infortunio. Era davvero pronto a giocare ad un livello più alto sin da subito. Così mi informo su come procede il suo recupero. A Coach Repesa, soprattutto ad inizio avventura in Francia, ho mandato dei messaggi per chiedere consigli e lui mi ha dato degli input preziosi. Mi sento anche con Yeboah ma un po’ con tutti, ed abbiamo anche una chat del gruppo Trapani e lì scriviamo spesso”.

Infine, un pensiero su Trapani ed i suoi tifosi.

“Giocare a Trapani è stato bello per noi tutti, vivere in un posto così accogliente, dove tutti sono stati gentili, non solo i tifosi. Quest’ultimi poi sono davvero caldi, ci hanno seguito anche in trasferta. C’era un’atmosfera incredibile ad ogni partita, anche nei passaggi del match in cui faticavamo. Sono contento di aver fatto parte di questa magica storia granata”.

Potrebbe interessarti