LBA, PROMOSSI BOCCIATI E RIMANDATI. NOI LA VEDIAMO COSI’

di Salvatore Barraco

La nostra Griglia LBA 2025-2026

Proviamo a stilare una griglia delle squadre di LBA divise per obiettivi. Ovviamente il rischio di essere smentiti in corso d’opera è dietro l’angolo, ma le collocazioni vanno prese con leggerezza e, perché no, movibili, in basso o in alto, dagli stessi lettori.

Fascia Scudetto

Virtus Bologna: Persi diversi veterani (Cordinier, Shenghelia, Belinelli) che portavano di certo qualità ma, di contro, “costringevano” ad un basket ai 24’’. Spazio ai giovani Diouf e Niang, ed al talento in ala di Derrick Altson jr ed, in guardia, di Edward, capace di crearsi il tiro dal palleggio. Con la regia di Vildoza (che sa mettersi anche in proprio) e l’aggressività difensiva di Pajola, appare una squadra più consona al credo di coach Ivanovic, soprattutto se il lungo Smailagic (atletismo e tiro da fuori) si integrerà bene. Migliorati … andranno più di corsa. Edward potenziale top scorer del torneo.

Olimpia Milano: Si è aggiunta l’esperienza in regia di Lorenzo Brown ed al tiro di Guduric, fresco vincitore dell’Eurolega. Giocatori dall’1c1 non più dei bei tempi, così decisivo sarà l’atletismo dell’ex Trento Quinn Ellis, su entrambi i lati del campo. Il 4 Devin Booker (che può giocare anche da 5) può aprire il campo col suo tiro da fuori ma determinante sarà la tenuta sotto le plance di Nebo (fuori per quasi tutta la scorsa stagione), onde evitare di essere costretti a giocare sempre atipici con Leday da falso pivot. Perso il talento di Mirotic, appare una squadra più incline alle battaglie europee e meno ai ritmi più veloci della LBA.

Fascia Big Four

Leonessa Brescia: Squadra, di fatto, totalmente confermata, dopo la finale scudetto (a sorpresa) della passata stagione. Con l’aggiunta del ritorno di Massinburg che potrà garantire più pericolosità offensiva, e costanza, di Dowe (troppo alterno). Partire dalla medesima base può di certo rappresentare un vantaggio, soprattutto nell’immediato, ma sarà difficile ripetersi ai livelli della scorsa LBA. Altro vantaggio non partecipare alle Coppe ma, va ricordato, che non c’è più in panchina Peppe Poeta, grande artefice dei recenti successi, anche per il suo stile che infonde fiducia ai propri giocatori. Al timone l’ex vice … e non è detto sia la stessa cosa.

Reyer Venezia: difficile decifrarne il livello poiché, nel perimetro, sicuramente Cole, l’ex Treviso Bowman e l’ex Trieste Valentine apportano grande talento e capacità realizzative anche a giochi rotti. Da verificare però la coesistenza di così tanti giocatori non sempre altruisti. Il collante sarà l’ala Parks (utilizzabile da tre e da quattro), il tiratore designato tra i lunghi il confermato Wiltjer (pur discontinuo) ed Horton dovrà cercare di replicare in laguna quanto fatto a Trapani (letture difensive ed offensive, giocare negli spazi, mettere in ritmo i compagni) ma in un contesto diverso. E non dimentichiamo che sono andati via due big, Ennis e Kabengele la cui sostituzione, anche a livello di leadership, non sarà affatto facile.

Bertram Tortona: ossatura di qualità, con la continuità rappresentata, nel perimetro, dal talento di Vital e dal tiro di Baldasso e Strautins. Il ruolo di 4 è ben coperto dal confermato Gorham (anche se è sfumato l’ex Trento Zukauskas), con caratteristiche per far male fronte a canestro. Solido anche il reparto lunghi, col nuovo Olejniczak e il “garante” Biligha. Coach Fioretti, dopo delle decadi da assistente a Milano, dovrà approcciare bene con il nuovo ruolo di Head Coach, che richiede anche doti carismatiche. Di certo proporranno un basket più dinamico rispetto alla versione a metà campo di De Raffaele. Se troveranno la quadra, agganciare il quarto posto non appare utopistico.

Pallacanestro Trieste: conferme e dipartite. Affascinante l’idea di affidarsi a coach Gonzalez che all’Alba Berlino ha proposto un basket senza grandi “vincoli” ma teso a far valere il talento dei propri giocatori, chiamati a leggere i vantaggi di volta in volta da cavalcare sul parquet. In piena continuità col credo del precedente coach e con ciò che richiede la proprietà a stelle e strisce. Al posto del talentuoso ma discontinuo Valentine, è arrivato Ramsey che dovrà essere il go to guy, in un perimetro di livello con Brown e Ross (quest’ultimo troppo poco regista però e non certo così pericoloso in 1c1), dove si chiederà ancora tanto in termini di equilibrio a Ruzzier. Reparto ali collaudato con Brooks e Uthoff, pronti a colpire fronte a canestro. Lunghi nello stile di Trieste (Sissoko e Candussi), chiamati ad essere dei giocatori di complemento, ed è verosimile pensare che tanti saranno i minuti con quintetti atipici, senza pivot, sul parquet. Le ali Deangeli e Iannuzzi incideranno poco, con tanto spazio per i diversi “piccoli” a roster contemporaneamente in campo.

Fascia Play-off da 6°/8°

UnaHotels Reggio Emilia: è rimasto coach Priftis, segno di garanzia e di continuità tecnica del progetto. Bel colpo aver confermato tutte le guardia (Barford, Smith e Vitali), complementari tra loro. Caupain ha già dimostrato, nelle precedenti esperienze in Italia, di poter gestire i ritmi ed, al contempo, di saper mettersi in proprio. Il reparto ali, con l’ex Napoli Woldetensae, Williams e Severini è sbilanciato verso il ruolo di 4 e lascia qualche dubbio nel ruolo di 3, dove comunque può essere adattato Barford. Sotto canestro Cheatham e lo stesso Severini garantiscono tecnica e tiro da fuori ma poco atletismo e controllo dei rimbalzi. Perso Faried, il 5 sarà il colombiano Echenique che ha centimetri e stazza (e qualche esperienza europea, anche in BCL). Sarà il solito basket controllato e difensivo ma non è così scontato replicare la post season.

Napoli Basket: coach Magro avrà a disposizione dei giocatori di punta, come Bolton nel ruolo di point guard, El-Amin di scorer designato, Simms di 3/4 che, se metterà da parte le sue amnesie, potrà far male sia in post basso che sul perimetro, in base al tipo di difesa o miss match da attaccare. Anche Caruso, reduce però da due anni di virgole, può riprendere il percorso di Varese, facendo valere la sua tecnica, anche se appare un po’ leggero per la battaglia sotto le plance. Non c’è il talento diffuso della passata stagione ma appare una squadra più atletica e veloce, forse più allenabile ed incline a spendersi in difesa. Punto debole la profondità del roster e le conseguenti rotazioni corte.

Dolomiti Energia Trento: vera rivoluzione … o rifondazione. E dopo aver vinto una coppa Italia e disputato una grande stagione di LBA, di certo è cosa strana ma evidentemente trattenere dei giocatori così migliorati è stata impresa ardua. Di fatto è rimasto soltanto il pacchetto dei lunghi (Mawugbe e Bayehe) che poco apporto qualitativo garantivano, e così saranno chiamati a proteggere l’area, prendere rimbalzi e far correre la transizione. Nuovo anche il coach, al posto di Galbiati (al Baskonia) è arrivato dalla Grecia Cancellieri che non potrà che replicare i ritmi vertiginosi del predecessore ma senza la qualità dei vari Ford, Lamb, Cale ed Ellis. Centrare nuovamente i play-off sarebbe un gran colpo.

Nutribullet Treviso: coach Alessandro Rossi ha di nuovo una possibilità al piano di sopra. Il reparto dei 4, con il talento del confermato Olisevicius, coadiuvato dall’usato garantito di Pinkins, è affidabile, così come il 5 Stephens, anche se la sola “copertura” di Pellegrino lascia qualche dubbio. Così come il reparto playmaker, con l’ex Sassari Weber e Ragland che non sempre si rivelano dei fini pensatori di gioco. E qualcuno in ritmo il pur talentuoso Rahkman lo dovrà pur mettere. Potrebbero rivelarsi ben più che dei panchinari sia il tiratore Miaschi (se messo in condizione sfuttando le sue uscite dai blocchi) ed il runner Torresani, esterno atletico, difensivo e propenso alla transizione. Basket difensivo ed a punteggio basso, con tanto uso dei 24’’.

Lotta Salvezza

Openjobmetis Varese: le conferme di Librizzi. Alviti, Assoui e di coach Kastritis sono senz’altro buon segno. In attacco molto dipenderà dalle lune realizzative di Moore e Moody mentre sotto canestro la Openjobmetis, al momento, appare troppo tenera ed under size, con il peso dei tabelloni nelle mani dell’inesperto Ladurner e del fin troppo esile ex Sassari Renfro, pur verticale. Nkamhoua sarà chiamato ad aprire il campo ma non ha le caratteristiche per garantire peso là sotto anche se, per le esigenze tattiche della squadra, avrà un compito decisivo. Si punterà ad un basket aggressivo in difesa, di transizione e, se si attacca ai 24’’, ben più organizzato di quello visto ad inizio stagione scorsa.

Vanoli Cremona: Coach Brotto ha fatto un miracolo la scorsa stagione, salvando la squadra in corsa. La buona notizia per lui è la conferma del bomber Willis, giocatore che il “ventello” se lo porta da casa. Di contro il talento in regia di Davis non sarà facile da replicare per Durham. Casarin, Jones e Sasha Grant potranno garantire difesa ed atletismo, oltre che taglia per i rispettivi ruoli, con l’ex Reggio Emilia chiamato, data la sua duttilità, a giocare sia da 3 che da 4. Giovanni Veronesi sarà libero di colpire anche a giochi rotti ma il ruolo di ala pivot sembra un po’ vacante, con pochi giocatori davvero pericolosi in post basso. I lunghi Ndiaye e Ike Anigbogu potranno garantire atletismo e verticalità, ma difficilmente cospicui bottini.

Banco Sardegna Sassari: si parte dalle conferme, in panchina, di coach Bulleri e, sul parquet, del talento del quattro Rashawn Thomas che, la passata stagione, hanno contribuito non poco a svoltare il trend verso una tranquilla salvezza. Le point guard Buie e Beliauskas, nonché gli esterni Johnson ed il più fisico Marshall Jr. hanno talento e possono garantire alti punteggi di squadra, oltre che un ritmo di gioco notevole, anche se la loro complementarità è tutta da dimostrare. Tra i lunghi McGlynn, Vincini e Seck appaiono poco utili a portare chissà quali bottini, di certo più inclini ad ingombrare l’area con una discreta struttura fisica. La panchina e quindi le rotazioni al momento sembrano non essere il punto di forza del roster.

Acqua San Bernardo Cantù: le neopromosse sembrano non avere i requisiti per replicare il campionato scorso di Trieste e Trapani. Cantù con Bortolani e Moraschini ha in roster due italiani, tra gli esterni, che sono un lusso per gli obiettivi stagionali. Gilyard e Bowden dovranno invece garantire costanza alla voce punti, scrivendosi a referto anche quando i giochi non sono così fluidi. Grant Basile è una conferma vitale che, al piano di sopra, potrà far valere tutto il suo pregevole talento, sia fronte che spalle a canestro. Anche se dovrà assicurare maggior cattiveria a rimbalzo. Ballo e Okeke, invece, di punti nel tabellone ne porteranno sugli scarichi ma il compito designato sarà proprio quello di presidiare l’area col loro atletismo.

APU Udine: i confermati Hickey, Alibegovic ed i nuovi Calzavara, Brewton e Dawkins sono un ottimo connubio di esperienza, talento ed imprevedibilità, col folletto ex Cantù che può prendersi il proscenio anche al più alto livello. Bendzius (se troverà nuovi stimoli dopo la lunga parentesi con Sassari), Ikangi e Da Ros sono giocatori simili, non proprio degli atleti devastanti ma di certo lunghi con grande tecnica, tiro e capacità di giocare di sistema. I 5 Spencer e Juiston invero non difettano di struttura ed atletismo ma da valutare la loro capacità di essere pericolosi in attacco, avendo ben pochi movimenti in situazioni statiche. Probabile un grande uso del tiro da fuori.

No, non ci siamo dimenticati degli Shark, a cui abbiamo già dedicato nelle scorse settimane ben più che delle pillole ma un’analisi dettagliata del roster e delle possibili varianti tattiche a disposizione di coach Repesa.

A voi il compito (o gioco) di inserirla, Trapani, nella griglia.

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