di Salvatore Barraco
Una stagione da ricordare, che sul parquet ha visto la Trapani Shark far sognare un intero popolo, che ha riempito di calore ed entusiasmo granata l’intero stivale della palla a spicchi. Un basket per larghi tratti scintillante, di qualità, alimentato dal credo di Repesa, cioè dalla capacità di esprimersi al meglio in transizione, aumentando il numero dei possessi a disposizione, lucrando tanti canestri facili, spesso da palla recuperata, dopo aver messo pressione sulla palla e sul perimetro avversario. Certo, non sarà facile migliorare una squadra che ha primeggiato in quasi tutte le voci statistiche, in particolar modo quelle qualitative (punti realizzati, valutazione di squadra, palle recuperate, percentuali dal campo). Ma è tempo di ripartire, innanzitutto da coach Repesa, vera garanzia tecnica del progetto del Presidente Valerio Antonini. Poi dalle conferme annunciate, e quindi dal duo USA JD Notae e Robinson, nonché da Petrucelli, Alibegovic, Rossato e Eboua, che formano un gruppo ITA di notevole livello. Va da sé che decisiva sarà la presa dei 4 USA (o stranieri) da firmare, e lì possiamo tentare di immaginare quali spot potrebbero essere oggetto di up grade. Per diversi motivi, i vari Galloway, Yeboah e Brown non dovrebbero più far parte del progetto tecnico. Verosimile pensare che, al posto del Gallo, si possa andare su una guardia più strutturata fisicamente, che possa giocare anche i miss match in post basso e, soprattutto, non subirli in difesa, dove già, da questo punto di vista, il reparto guardia, con JD e Robinson, è under size. Così, al posto di Brown, si potrebbe optare per un 3 puro (in verità merce rara) sui 2 metri, che sarebbe in grado di cambiare sui lunghi avversari ed, al contempo, dare una mano a rimbalzo, pur non rinunciando alla capacità di correre il contropiede. Insomma, un esterno meno tiratore, più di energia. A questo punto, per Yeboah (un po’ 3, un po’ 4) chissà se non si viri su un’ala pivot si che sappia tirare da fuori, aprendo il campo, ma che tra le sue opzioni abbia anche la capacità di giocare in post up, in modo da non perdere quel vantaggio quando Alibegovic rifiata in panchina. Ancora più difficile sarà “cambiare” il lungo Horton che, nonostante le offerte di rinnovo di Trapani, ha preferito una nuova avventura, sempre in LBA, con la maglia della Reyer Venezia. Giocatore con caratteristiche uniche, che probabilmente ha fatto meglio al piano di sopra. Intelligente, una sorta di coach in campo, capace di leggere con anticipo le mosse avversarie, soprattutto in difesa. In attacco poi un pivot dagli sprechi zero, sempre vicino al 70% da due e capace di giocare negli spazi, oltre che sul pick and roll. Per non tacere della sua innata abilità di passatore. Dura trovarne un altro dalle medesime caratteristiche, particolarmente anomale per un pivot, così più facile pensare di andare su un 5 più dominante in post basso, più atletico e forte fisicamente. Che possa garantire pericolosità anche in situazioni statiche o da isolamento. Difficile che Pleiss possa rientrare nei pensieri di Repesa, per via delle sue caratteristiche atletiche e tattiche (lungo da pick and pop) che mal si sono conciliate coi dettami del coach, tradotti in aggressività e transizione, e anche per una certa incompatibilità tecnica coi due play Notae e Robinson, più tesi ad andare fino in fondo che a servire il lungo tedesco che si apre dopo il blocco. Detto che Gentile e Mollura hanno salutato, sarà curioso capire come Trapani vorrà coprire il ruolo di 11esimo e 12esimo, poiché indubbiamente il roster non potrà che essere lungo, anche per via dell’aggiunto impegno in Basket Champions League che, di certo, toglierà energie (fisiche, mentali, oltre che logistiche) durante la stagione. Trapani, infatti, è stata inserita dal board europeo tra le 29 già partecipanti ai gironi finali, così come Trieste, mentre Reggio Emilia dovrà passare dalle qualificazioni. Sarà un altro step da compiere, quindi, la gestione del doppio impegno. Migliorare la squadra non è facile, si potrà però cercare di darle, come detto, maggior fisicità negli esterni e, forse, esperienza (e capacità di letture) in generale. Per un gruppo che in stagione è spesso stato debordante quando è riuscito a correre ma, a volte, in difficoltà nell’attacco ai 24’’ e, soprattutto nella semifinale contro Brescia, nelle letture.








