Di Salvatore Barraco
Settima giornata di LBA, al PalaShark domenica 9 novembre, alle 12, arriva la Vanoli Cremona un avversario in grande spolvero, con 8 punti in classifica, e un record di 4-2, che pone al momento la Vanoli come la sorpresa di questo inizio di stagione, guidata in panchina da Pierluigi Brotto, coach della storica salvezza (in corsa) della stagione scorsa. Tra i giocatori, il playmaker èAljami Durham, con una carriera universitaria prestigiosa (tra Indiana e Providence) e l’esperienza passata al Girona in ACB. Abbina atletismo (5 falli subiti, 3 rimbalzi) e capacità balistiche, e percentuali, di gran livello (64.3% da due, 48% da tre), potendo sia attaccare il ferro che tirare dai 6.75. Per lui 15.3 p.ti e 2 assist di media. Arrivato la passata stagione, in corsa, il realizzatore Payton Terrell Willis che è gran tiratore in uscita dai blocchi (anche fuori equilibrio) nonché dal palleggio. Attacca meno il ferro ma, dai 6.75, è capace di strisce importanti ed anche dalla media, in arresto e tiro, può far male (13 p.ti col 37.1% da tre su ben 6 tentativi dal campo). Aggiunge 4.2 assist, segno che vede bene anche i compagni (spesso sui raddoppi). Grande stagione finora per l’ex Venezia Davide Casarin che, dopo anni da gregario, sta trovando tanto spazio (23’) e dimostrando di essere esterno completo, fisico, che contribuisce in entrambi i lati del campo. Numeri da urlo: 11.7 p.ti, 4.7 falli subiti, 53.2% da due, 36.4% da tre (pur tirando poco da fuori), 3.3 rimbalzi, ben 6.2 assist. Grande struttura fisica, può cambiare su tutti in difesa. USA travestito. Il “5” è Ousmane Ndiaye, senegalese di 210 cm con buona esperienza in Spagna. Lungo leggero e moderno, che colpisce più fronte a canestro (buone mani anche da tre) che attaccando il post, che invero frequenta poco, e da lì i pochi falli subiti. Nel pitturato fa valere la sua capacità atleticagarantendo rimbalzi in buona quantità. Ha raggio da tre (31%su 5 tentativi) ed è verticale. Finora 10.5 p.ti, un ottimo 62.1% da due, 7.2 rimbalzi a match. Proprio in area troviamo ancheChristian Burns (1985), lungo USA (ma di passaporto italiano) che ha anche vestito la maglia della Nazionale e viaggiato in A tante volte in doppia cifra (vincitore della Coppa Italia con Brescia). Esperienza ed impatto fisico. In attacco ha movimenti da manuale che lo portano a tirare ad alta percentuale (61.5% da due) ed, al contempo, può aprire il campo col suo pregevole tiro da fuori (42.9% da tre), specialità che usa in prevalenza. Per il resto 7.4 p.ti e 2.6 rimbalzi in 14’. A completare il reparto il 5 di formazione UCLA, con esperienza in G League, Ike Anigbogu che ha atletismo devastante, che gli permette di viaggiare sopra il ferro (3.5 p.ti e 5.5 rimbalzi in 16’). Mani non educatissime (basse le percentuali dal campo) ma in area non si tira facilmente contro le sue leve (oltre 1 stoppata di media). In crescita. Decisivo contro Trento. Tra gli esterni c’è ancheTajion Jones (che può giocare anche “tre”) che viaggia con 9 p.ti ed il 45% da tre (su oltre 3 tentativi), soluzione che usa in prevalenza, oltre ad un efficace mid range in arresto e tiro. Qualche rimbalzo lo tira giù (2.7) e non sempre risulta costante in termini di produzione d’attacco. L’ala del 1998, ex Sassari, Giovanni Veronesi ha struttura fisica per il ruolo e, soprattutto, un gran tiro dai 6.75, il suo biglietto da visita che usa in prevalenza. Quasi in doppia cifra, con 9.8 p.ti, 52.6% da due, 26.2% da tre su ben 7 tentativi per gara. Non un timido, capace di trovare il canestro anche fuori equilibrio ed a giochi rotti. Nelle serate si, può timbrare il ventello (come contro Trento). Di striscia! 22’ per l’ala Sasha Grant, ex Reggio Emilia, che può giocare due ruoli (3 e 4). Prevalentemente con compiti difensivi, può “cambiare” su ogni ruolo. Di contro, poco tiro dai 6.75 (27.8%) ma in avvicinamento a canestro può far male con la sua struttura fisica notevole (55.6% da due). Atletico ma poche responsabilità in attacco per lui (6.2 p.ti e quasi 2 rimbalzi per gara).
foto Savalli








