TRAPANI SHARK, OTTIME LE PREMESSE PER UNA STAGIONE DA PROTAGONISTI


di Peppe Cassisa

Una prova di forza dietro l’altra, magari con qualche intermittenza all’interno del singolo match ma a conti fatti la Shark non perde un colpo. L’obiettivo dichiarato dal suo presidente appare più che mai alla portata, mntre la tifoseria si sta avvicinando sempre di più alla squadra. Il sold out al Palazzetto, forse neanche il più ottimista Antonini avrebbe potuto immaginarlo. E invece sono arrivati abbonamenti a gogò, nutrite presenze sugli spalti, tanto da dover programmare la fase di ampliamento dell’anello superiore del Palazzetto. 

Ultima del girone di andata 

Contro Rieti sarà l’ultima del girone di andata. Il cammino dei granata è stato di quelli che non lasciano dubbi. Primo posto solitario in classifica, imbattuta in trasferta e con un unico passo falso, in occasione della gara persa, in malo modo, in casa con il Cantù. Risultati che fanno intuire la forza della squadra granata, le potenzialità e la legittimità delle proprie aspirazioni, in ottica promozione. Vero è che Trapani Shark non ha quasi mai chiuso anzitempo il match, evidenziando, al contempo, in avvio di stagione,il cinismo giusto nei finali di gara e portando sempre a casa l’incontro. La sensazione, insomma, è che tutto dipenda da lei, più che dagli avversari. Almeno per il momento.

​​​​​Passaggi a vuoto

Sono i passaggi a vuoto nel corso del match il tallone d’achille della squadra. Se la Shark riesce a giocare con continuità -come è nelle sue possibilità e come potrebbe saper fare- non sembrerebbe doverci essere partita con nessuna delle avversarie ma appena stacca, pericolosamente, la spina, sono davvero dolori. Ed è così che gare a tratti largamente dominate, in pieno controllo, si trasformano in match dall’incredibile ritrovato equilibrio. E’ quello che è successo diverse volte e, ultimo in ordine di tempo, nella gara con la Luiss Roma. Un fatto da migliorare, oltre che un evidente motivo di insoddisfazione, spesso determinato da undeficitario aspetto difensivo.      

Pubblico 

Il palazzetto pieno non può che essere motivo di soddisfazione per la nuova proprietà. E non basta… perché è davvero uno spettacolo sentire e vedere i tifosi vicini e al seguito della squadra in trasferta, dove spesso i granata, grazie anche ai tanti studenti e lavoratori trapiantati nella penisola, sembra giochino in casa. Il ritrovato generalizzato entusiasmo e soprattutto la rinata voglia dei tifosi e dei semplici appassionati di tornare al Palazzetto o a interessarsi delle vicende della squadra granata, rappresenta il primo vero successo della stagione.

​​​​​​Antonini

Sulle prestazioni della squadra grava o meglio aleggia sempre la presenza del presidente Antonini. Insomma, guai a sbagliare perché lui è sempre lì, pronto a stimolare la squadra ma anche a non apprezzare e gradire cali di tensione o prestazioni incolore. E finora i suoi rimbrotti e le sue riunioni post-gara (n.b.: all’indomani della gara di coppa con Agrigento e nel dopo Cantù in casa) sono serviti e sono sempre riusciti a centrare l’obiettivo sperato.

Insomma, una pressione “positiva”, ma anche una sorta di controllo, che Antonini riesce a imporresulla squadra, visti gli investimenti operati e che implicitamente, come è facilmente intuibile, la condanna a vincere sul parquet. 

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​​​​Gruppo e individualità

Ovvio che la crescita delle prestazioni del gruppo risulti imprescindibile ma al tempo stesso è anche il rendimento dei singoli ad influire sul gioco e sui risultati. Le potenzialità di alcuni fra i granata sono innegabili ed evidenti e spetta al team tecnico metterle al servizio della squadra e farleemergere. Ancora in parte certamente inespressiappaiono il talento e l’apporto di atleti quali: Marini o Mobio. Mentre stenta Pullazi, dopo l’ottimo avvio in Supercoppa o Mollura, ancora alle prese con i postumi dell’infortunio alla caviglia. In crescita, invece, è parso Mian più utilizzato in quello che deve essere il suo ruolo di tiratore. Per giunta in una squadra che di bocche da fuoco ne ha veramente tante. 

Ma l’aspetto principale da segnalare è che in una squadra così talentuosa e lunga, tutti, dal primo all’ultimo del roster, possono ergersi a protagonisti nel corso del singolo match. E se si pensa alla lunghezza della stagione c’è da rimanere fiduciosi.

​​​​​​Attacco e difesa 

Poco da dire in termini di solidità e affidabilità offensiva. Statistiche alla mano la squadra granata è il miglior attacco del girone e procede con oltre 93 punti di media partita. Notae di media punti a partita ne produce 21.5 -primo nel girone verde- ma come detto è tutta la squadra che in attacco offre garanzie. Solamente in due gare la Shark non ha toccato i 90 punti ed in una (Cantù), guarda caso, ha perso di brutto. Ancora a corrente alternata invece il rendimento difensivo, sebbene tutto parta da lì. La squadra non è votata alla difesa ma a tratti ha saputo difendere forte. Necessita, dunque, la giusta continuità senza cali di concentrazione.

​​​​​​Americani

Senz’altro soddisfacente il rendimento dei due americani, come confermano le medie di valutazione, con Horton secondo e Notae terzonel girone verde. Quest’ultimo rappresenta il folletto, penetratore su cui le difese avversarie puntano le attenzioni ma questa attenzione particolare per le sue scorribande naturalmente concede altri potenziali vantaggi all’attacco granata. Horton, si è inserimento ottimamente in men che non si dica e neppure sembra essere arrivato in corsa, per via della defezione di Williams che nessuno rimpiange. Il lungo di colore si sta dimostrando un ottimo rimbalzista(secondo per media in quelli offensivi nel girone verde), un intimidatore d’area (primo per stoppate) ma soprattutto un americano atipico per via del suo altruismo e della capacità di smazzareassist per i compagni. Insomma, le premesse ci sono tutte per far contento Antonini e la tifoseria.

foto Trapani Shark

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