Fc Trapani, ora la parola al campo

di Francesco Rinaudo

Valerio Antonini il suo campionato l’ha già vinto. Le scene d’entusiasmo e di condivisione popolare della nuova avventura granata, viste ieri sera al Provinciale, durante la cerimonia di presentazione di squadra e maglie ufficiali, ne sono la prova lampante.
A proposito, apprezzatissimo dalla tifoseria e toccante il saluto/commiato tributato dalla società granata al Dr. Giuseppe Mazzarella, chiamato sul palco a ritirare una targa ricordo, per ben 48 anni medico sociale ed autentica memoria storica del Trapani.
Ed il merito è tutto dell’imprenditore romano che con i fatti e le parole è riuscito a ridestare un ambiente ormai quasi intorpidito, ripiegato su se stesso e privo o quasi di qualunque prospettiva immaginifica.
Adesso, dovrà essere la squadra, in campo, a completare l’opera. A dare concretezza alle aspirazioni del patron e della tifoseria tutta, vincendo il campionato.
Non sarà né facile nè scontato, ma la squadra parte con un corroborante di prim’ordine a sua disposizione:
oltre 2000 abbonamenti, che possono ancora crescere (c’è tempo fino alla quarta giornata).
Come dire, i trapanesi hanno fatto il loro ed assicureranno un sostegno pieno e partecipato alla squadra.
La squadra a sua volta dovrà ripagare questa fiducia concessa praticamente “a scatola chiusa“, e che si respira ad ogni angolo di strada, con gioco, prestazioni e vittorie, in numero sufficiente per raggiungere l’obiettivo finale, che tutti conosciamo.
Il Presidente, visionario ed entusiasta, è già avanti :
pensa alla festa del Giugno prossimo.
Noi, invece, prepariamoci a seguire domenica dopo domenica, passo dopo passo, il cammino della nostra squadra.
Che tutti facciano il loro:
tifosi, calciatori, istituzioni, tecnici, dirigenti, componenti della società, giornalisti, con questi ultimi che avranno,com’è d’uopo, il compito di evidenziare, a beneficio della pubblica opinione, sia le cose buone, sia quelle eventualmente meno buone, che dovessero accadere durante questo cammino.
Solo in tal modo, a mio avviso, costituendoci in “corpo unico”, l’auspicio del Presidente potrà prendere forma così come lui lo sta già immaginando. . .

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