Olympia Comiso vs Automondo Virtus Trapani 87-60
Olympia Comiso: Mentonelli 7, Palmucci 14, Turner 6, Tartaglia 14, Iurato 11, Ouro Bagna 8, Salafia 5, Licata, D’Urzo 20, Khalifa, Cacciaguerra, Scevola 2. All.: Ceccato
Automondo Virtus Trapani: Pace 2, Rizzo 2, Genovese L. 12, Gentile 15, Alfonzo, Svoboda 10, Costadura 5, Frisella 3, Lamia 5, Cirobisi, Genovese F., Miculis 6. All.: Napoli
Arbitri: Antonio Cantarella di Giarre (Ct) e Giuseppe Bucolo di Fiumefreddo Di Sicilia (Ct)
Parziali: 24-8; 21-19; 21-17; 21-16
Netta sconfitta esterna per l’Automondo Virtus Trapani, che, alla prima gara della Poule Promozione della Serie C, perde il confronto con l’Olympia Comiso con il risultato finale di 87-60. Una prova negativa da parte della squadra trapanese, apparsa in difficoltà in avvio di match, senza riuscire più a recuperare nel corso dell’incontro. Il netto parziale subito nel primo quarto, infatti, ha condizionato l’intera gara, con il successo meritato da parte dei padroni di casa. L’infortunio accorso a Francesco Genovese ha influito sul suo impiego. Per la formazione guidata da coach Valerio Napoli la testa va adesso alla settimana di lavoro che precederà il difficile match casalingo contro Gela.
Valerio Napoli (coach Automondo Virtus Trapani): «Sapevamo perfettamente che loro sarebbero partiti con grande aggressività e avevamo messo in guardia i ragazzi su questo aspetto. Nonostante ciò, il nostro approccio è stato troppo morbido. Nel primo quarto abbiamo prodotto appena otto punti, e questo ha indirizzato l’intera partita. La gara ha seguito un copione chiaro. Ogni volta che riuscivamo a giocare di squadra, a muovere la palla e a tenere gli uno contro uno in difesa, trovavamo energia e recuperavamo terreno. Ma subito dopo, con la stessa facilità, ci disunivamo e subivamo parziali pesanti che annullavano quanto di buono avevamo costruito. È stata una partita sbagliata sotto molti punti di vista, soprattutto nell’atteggiamento iniziale. Dobbiamo assumerci le nostre responsabilità, ritrovare la continuità e tornare a mostrare l’identità che abbiamo dimostrato in altre occasioni».








