Sconfitta e sogno infranto: la Handball Erice ha perso nella gara di ritorno degli ottavi di finale della European Cup contro l’Atletico Guardes ed è eliminata dalla coppa europea. La gara ha visto le spagnole superare le Arpie che avevano iniziato bene. Dopo i primi 15 minuti, però, Guardes ha aumento i giri del motore ed Erice non è riuscita a limitare le avversarie.
AC Life Style Handball Erice – Balonmán Atlético Guardes 19–30 (10-17)
AC Life Style Handball Erice: Fanton 1, Bernabei, Severin 1, Tarbuch, Losio 2, Manojlovic 3, Gandulfo 1, Do Nascimento 4, Iacovello, Dalle Crode, Pessoa 0, Assana 3, Ahanda 1, Cabral Barbosa 3, Kapitanovic. All. Bruno Tronelli.
Balonmán Atlético Guardes: Mínguez García, Sempere Herrera 2, Mendoza Peralta, Hauptman 5, Tellez Delgado 3, Cacheda González 7, Palomo Pineda2, Serrano Ortega 1, Martínez Ruiz 3, Castro Viaño 4, Sancha González 1, Ramos Reyes 1, Balzinc 1. All. Ana Cristina Teixeira Seabra
Arbitri: Petrovic, Sofija e Zrnic, Lana (Serbia)
Commissario: Paher, Anja (Slovenia)
Norbert Biasizzo, vicepresidente Handball Erice:
«Non posso nascondere un certo rammarico per l’esito della gara di ritorno di Coppa Europea. Se da un lato la partita d’andata è stata una magnifica esperienza, ricca di emozioni e di grande intensità, dall’altro è un peccato non essere riusciti a replicare quella prestazione davanti al nostro pubblico. Tuttavia, voglio leggere questa avventura in chiave positiva: è stata una tappa importante del nostro percorso di crescita, una grande esperienza per il club, per le ragazze e per tutto il nostro territorio. È la seconda volta che raggiungiamo gli ottavi di finale, ma questa volta il sapore è diverso. Abbiamo affrontato una delle squadre più forti del campionato spagnolo, e lo hanno dimostrato anche oggi. Eravamo preparati, convinti di poter ripetere la prestazione dell’andata, ma purtroppo la partita per noi è durata solo dodici minuti. Poi si è spenta la luce: è venuta meno la determinazione, la sana cattiveria, la concentrazione. E tutto questo si è riflesso nel risultato finale. Sono amareggiato perché la squadra ha fatto un passo indietro. In Spagna avevamo mostrato grande solidità, compattezza, unità e un’ottima interpretazione tattica. Oggi, invece, non abbiamo visto nulla di tutto questo. Ma affrontare avversari di questo livello, in un contesto europeo, resta un’esperienza meravigliosa, non solo per l’Handball Erice ma per tutto il movimento della pallamano italiana. Il palazzetto pieno è stato un segnale bellissimo: chapeau a chi prosegue il cammino. Ci riproveremo il prossimo anno. Queste sono le partite che ti fanno crescere, che ti insegnano cosa significa respirare l’aria dell’Europa. Ma adesso dobbiamo voltare subito pagina: lunedì torniamo in campo per il campionato, e sabato saremo di nuovo in trasferta. Abbiamo obiettivi importanti da raggiungere e dobbiamo leccarci le ferite in fretta. Dal punto di vista tecnico, l’inizio della partita è stato positivo: avanti 3-0, poi 6-3. Ma dopo il primo quarto d’ora abbiamo perso lucidità. Alcune ragazze hanno pagato la tensione, la mancanza di concentrazione. I portieri non sono riusciti a incidere, l’attacco è stato intermittente, e in difesa abbiamo commesso troppi errori, anche banali. Quando cala la tensione, cala anche l’adrenalina e l’agonismo, e tutto diventa più difficile. Loro hanno preso il largo e hanno gestito la gara con tranquillità. Ora guardiamo avanti. Il campionato e la Coppa Italia sono due traguardi fondamentali. Le sconfitte, come le vittorie, vanno analizzate e comprese. Oggi abbiamo perso un treno importante, quello europeo, ma abbiamo ancora davanti a noi quello italiano. Dobbiamo essere concentrati, determinati, e dimostrare di essere una squadra compatta e solida, capace – come le arpie – di riprendere il volo anche dopo una caduta».








