La Trapani Shark si avvicina alla sfida di Basketball Champions League contro l’Hapoel in un clima che resta tra i più complessi e carichi di tensione dell’intera stagione. Il play-in europeo in programma domani sera arriva mentre attorno al club siciliano si intrecciano questioni sportive, giudiziarie e regolamentari che rendono difficile isolare il campo dal contesto generale.
Sul parquet, la situazione è sotto gli occhi di tutti. La Trapani Shark si presenterà all’appuntamento europeo con un roster fortemente ridimensionato, frutto delle numerose partenze che hanno progressivamente assottigliato l’organico. L’ultimo addio, quello di Hurt, approdato al Tofas Bursa, ha ulteriormente ridotto le rotazioni a disposizione di coach Latini. Il tecnico potrà contare su un gruppo ristretto composto da Cappelletti, Rossato, Arcidiacono, Pugliatti, Sanogo, il giovane Patti e Notae, che però è alle prese con un infortunio e non garantisce una condizione fisica ottimale. Numeri che rendono estremamente complicato affrontare una competizione intensa come la BCL, soprattutto sotto il profilo della tenuta fisica e della continuità durante i quaranta minuti.
Il tutto si inserisce in una fase già segnata da quanto accaduto in campionato, con la gara contro la Virtus Bologna persa a tavolino dopo la mancata presentazione. Un episodio che ha comportato sanzioni economiche e sportive e che ha fatto emergere in maniera evidente la fragilità del momento vissuto dal club . Secondo il regolamento della LBA, una seconda assenza a una gara ufficiale potrebbe portare all’esclusione dal campionato, un’ipotesi che oggi viene considerata un rischio concreto, pur non essendo ancora stata formalmente attuata alcuna decisione in tal senso .
A rendere il quadro ancora più delicato c’è la vicenda aperta davanti alla giustizia sportiva. La posizione della Trapani Shark è al vaglio del Tribunale Federale, con una nuova udienza fissata per mercoledì, appuntamento che potrebbe chiarire – o complicare ulteriormente – la situazione del club. Sul tavolo restano le sanzioni già inflitte e il blocco dei tesseramenti, che ha inciso in maniera decisiva sulla possibilità di intervenire sul mercato e rafforzare la squadra in un momento di emergenza .
In questo scenario è intervenuta anche la GIBA, l’Associazione Giocatori, che con un comunicato ufficiale ha invitato club e istituzioni sportive a valutare con attenzione le condizioni in cui la Trapani Shark è chiamata a disputare le gare di Basketball Champions League. L’Associazione ha sottolineato i potenziali rischi per la salute degli atleti, la difficoltà di garantire un’equità competitiva con un numero così limitato di giocatori disponibili e le possibili ricadute sull’immagine del basket italiano nelle competizioni internazionali. Da qui la richiesta di considerare anche l’eventuale annullamento delle partite europee qualora non esistano condizioni agonistiche ritenute adeguate.
La partita contro l’Hapoel, dunque, non può essere letta come un semplice appuntamento di BCL. È un tassello di una vicenda più ampia, che tiene insieme campo e tribunali, risultati sportivi e regolamenti federali. In attesa dell’udienza di mercoledì e di possibili sviluppi sul fronte LBA, Trapani si prepara a scendere in campo in Europa con un senso di precarietà evidente, cercando di onorare l’impegno nonostante un contesto che resta carico di incognite e di interrogativi sul futuro immediato del club .
foto Simonte








