di Salvatore Barraco
Match interno domenica prossima, al PalaShark alle 12, contro l’APU Udine di coach Adriano Vertemati che da qualche settimana ha trovato la quadra, come dimostrano le recenti due vittorie consecutive, grazie anche a qualche innesto nel roster di qualità. Tatticamente è prevalente l’uso del tiro dai 6.75, vista la batteria di esterni dalle eccellenti doti balistiche, e la predisposizione dei lunghi (tranne Spencer) ad aprire il campo. Al contempo, l’aggressività difensiva è di notevole livello, prova ne sia il quarto posto nella classifica dei punti subiti, con 80.9 di media. Ecco i singoli. La guardia è Mirza Alibegovic (1992), protagonista della promozione in A. È micidiale al tiro dalla distanza, soluzione che usa con prevalenza. Go to guy cui affidarsi quando i giochi sono rotti. Le percentuali non gli sorridono (34.2% da due e 33.8% da tre su quasi 7 conclusioni per gara), poichè ama prendersi tiri ad alto coefficiente di difficoltà, anche fuori equilibrio. Per lui 11.1 p.ti e 2.9 rimbalzi di media. Poco incline a buttarsi nel traffico ed a costruire per i compagni. Appena firmato il playmaker, ex Pistoia, Semaj Christon, la cui specialità rimane la capacità di mettere in ritmo i compagni ma, al contempo, di mettersi in proprio tirando in avvicinamento al ferro o dal medio raggio, non sempre premiato dalle percentuali invece dalla distanza, arma di cui non abusa. Esordio contro Napoli da urlo, con 27 p.ti (9/14 da due), 7 falli subiti e 5 assist. Faro verso la salvezza, data anche la sua indubbia esperienza e leadership. Non ci sarà il play USA, del 1992, Anthony Hickey (ex Cantù) sospeso in via cautelare per doping. Assenza pesante (finora 15.7 p.ti, 42.1% da tre, 2.6 falli subiti, 3.3 rimbalzi e 5.6 assist di media). Il 4 è l’ex Sassari Eimantas Bendzius che gioca da lungo atipico, che apre il campo colpendo col suo proverbiale tiro fronte a canestro. Poco pericoloso invece in post basso poiché non ama andare a fare a spallate lì sotto. Buona mano a rimbalzo, il suo biglietto da visita restano i 6.75 (soluzione che usa maggiormente) sia aprendosi sul pick and pop che sul penetra e scarica dei compagni. Viaggia con 12.6 p.ti, 3.4 falli subiti, 52.5% da due, un irreale 42.9% da tre (su più di 4 tentativi), 4.7 rimbalzi ed il 94% ai liberi, che testimonia delle sue mani di seta. Troviamo poi la confermata ala del 1994 Iris Ikangi, con collaudata esperienza al piano di sotto ma che può far male da tre anche in LBA, nel ruolo da specialista del perimetro, garantendo al contempo un buon contributo di fisicità. Per lui 3.8 p.ti in 19’ col 25.6% da tre (su 4 bombe a match) e 2.8 rimbalzi di media. In quintetti piccoli, può giocare anche da 4 tattico che apre il campo. Prezioso. Poco incline però a buttarsi nel traffico, e da lì pochi i falli subiti. Perimetrale. Il play-guardia del 2000 DJ Brewton, con la sola esperienza europea in Lituania, è un esterno rapido e atletico, con ottime capacità di finalizzazione, nello specifico molto abile nell’uno contro uno nonchè letale in campo aperto. Può fare canestro in molti modi, ed ha taglia fisica importante per il ruolo, cosa che gli permette di prendere tanti rimbalzi e di difendere con efficacia sulla palla. Finora a referto con 11.6 p.ti, 3.6 falli subiti, 51.5% da due, 32% da tre (non la specialità della casa), 4.4 rimbalzi, 1.6 assist, dato che denota come sia più abile a creare per sé che per i compagni. Con Christon, anche per lui meno tiri e minuti. Aubrey Dawkins (1995) è un’ala di notevole struttura fisica che proviene dal Wurzburg Baskets, squadra di Bundesliga tedesca. Attacca poco il ferro poiché fa del tiro la sua arma principale, sia in uscita dai blocchi che sugli scarichi. Esperto, scrive 8.7 p.ti, un pregevole 40% da 3 (su 5 conclusioni per gara), 2.6 rimbalzi a match. Specialista. Esterno da 19’ di parquet il 2001 Andrea Calzavara, che possiede grande struttura fisica ed atletismo. Gioca con energia, attaccando il ferro (che si traduce in falli subiti), dando una mano a rimbalzo e dimostrando notevoli capacità di assistman. Un po’ alterno e meno a proprio agio invece al tiro, soprattutto da fuori che, in ogni caso, non usa tanto. Bene con 6.8 p.ti, 3.6 falli subiti, 47.1% da due, 22.6% da tre, 2.3 rimbalzi e 2.7 assist. Qualche problema dalla lunetta (55.6%) ma il suo must non sono le capacità balistiche. 17’ per il lungo atipico Matteo Da Ros (1989), classe ed esperienza al servizio della causa. Il talento non gli manca di certo, anche se ogni tanto ha qualche alto/basso nell’applicazione difensiva e nell’intensità di gioco. Finora viaggia con 3.6 p.ti (56.3% da due) e 3.9 rimbalzi. Indubbie doti tecniche da esterno puro (costruisce tanto per i compagni dal post alto e sui raddoppi). “Apre” il campo anche col tiro dalla distanza, che usa in prevalenza ma, al momento, con esiti incerti (14.8% da tre). Male anche ai liberi, col 50%. Il pitturato se lo dividono i 5 Christian Mekowulu e Skylar Spencer che sono lunghi old style, senza raggio fronte a canestro né tanti movimenti in post basso. Possono però essere messi in ritmo sul pick and roll e, soprattutto, tirano già tanti rimbalzi, garantendo atletismo e intimidazione in area colorata. Per Mekowulu 6.1 p.ti, 3.2 falli subiti, 56.3% da due, 4.7 rimbalzi. Spencer (che il canestro lo vede ancora meno ma a rimbalzo è una sentenza) viaggia invece con 3.1 p.ti, 43.7% da due, 7.1 rimbalzi, 1.5 stoppate che dimostrano che lì sotto non si tira contro le sue leve.
foto Trapani Shark








