di Lorenzo Noto
Un’altra altalena di emozioni, arriva dal parquet di Napoli dove Trapani ha manifestato una serie di elementi che ho osservato e che cerco di evidenziare.
Prima di tutto va detto che se una squadra non ha un buon peso specifico è difficile che possa vincere a Napoli (almeno questa è la sensazione), Napoli ha ottimi atleti e ne abbiamo potuto osservare le qualità, in certi momenti della partita fra buone giocate e pubblico napoletano caldo ho temuto che si potesse mettere un sigillo (trovate voi l’aggettivo) ad una giornata che non sarà ricordata fra le più belle per gli appassionati trapanesi di pallacanestro.
L’inizio della partita è stato stratosferico, tale da pensare che ci potesse essere un enorme divario fra le due squadre (detto anche in un momento della telecronaca). Il netto divario, però, non lo possiamo confermare perché Trapani ha alternato momenti di grande gioco (attacco e difesa) a momenti di black out che, questa sera, saranno arrivati, probabilmente, a causa della convinzione di avere già chiuso la partita ben prima della sirena finale (quando ancora mancava una infinità di tempo per arrivare alla conclusione).
La pallacanestro, però, rimane un gioco bellissimo ed incredibile e abbiamo potuto vedere come in soli 50 incredibili secondi si possa ribaltare l’andamento di una partita.
Credo che se questa sera non ci fosse stato JD Notae in campo (20 minuti, 16 punti realizzati con fiammate che considero decisive per questa partita) non avremmo vinto. Ho visto JD in buona forma, al netto di qualche cosa che avrebbe potuto evitare (ma in campo è tutto molto più complicato e dal divano è sempre facile esprimere giudizi). La sua palla rubata e la successiva schiacciata mi è parsa gran cosa buona (e bella).
Fino a un certo momento della partita avevamo raggiunto percentuali encomiabili nel tiro da tre ma, nello stesso tempo, soffriva la percentuale da due, i tiri liberi sono andati discretamente (molto bene fino a un certo punto).
Timmy Allen, anche in questa partita, ha fatto gli straordinari, ha giocato 35 minuti e un minutaggio così alto non lo registra per la prima volta (34 minuti contro Venezia, 36 minuti contro Brescia), magari vorrà dire che se la battaglia è particolarmente impegnativa il Coach si affida particolarmente a lui.
Il reparto lunghi (Eboua, Sanogo, Hurt) questa sera, non mi è sembrato particolarmente pimpante ma tutto è relativo e l’analisi delle dinamiche tecniche di gioco le lascio, doverosamente, agli esperti.
La nota più negativa della serata è stata quella di risvegliarmi, finita la partita, tornando ad una realtà che si potrebbe definire “almeno triste”.
Quindi, adesso possiamo dirlo con una maggiore consapevolezza che il sogno continua e quando sogni non sai, poi, dove ti svegli.
Un’ultima cosa: a tutto lo staff tecnico degli Shark un abbraccio grande ed un grazie ancora più sentito, oggi, per tutta la bellezza sportiva che continuano a regalarci.
foto Stanislao Savalli








