NAPOLI – TRAPANI SHARK, IL PAGELLONE GRANATA

di Fabrizio Cultrera

FORD 6,5: Non si capisce perché il Coach gli conceda solo 22 minuti. Nel finale ritrova il campo e nel momento della disperazione…trova un canestro da killer, che spegne le ultime velleità di Napoli.

PETRUCELLI 7: Nel magnifico inizio di Trapani, trova una serie di triple chirurgiche. Poi si ferma, ritornando importante nel caotico finale.

ALLEN 7,5: Ancora altri 35 minuti, il Coach lo sta spremendo come un agrume…Ma al momento gioca in più ruoli e si fa trovare sempre sul pezzo.

ALIBEGOVIC 6,5: Il giocatore più amletico dei granata. Segna dei canestri irreali, mostrando un talento offensivo da Eurolega. Però non mancano anche i soliti errori, soprattutto in difesa. Di buono i soli 2 tiri presi da 3 punti…

EBOUA 6: Da non crederci…non tira una volta dal campo. I suoi punti arrivano solo dalla lunetta, però è ancora una volta il miglior rimbalzista.

NOTAE 8: Eccolo il nostro amato folletto! Ad un certo punto nel terzo quarto, spunta da tutte le parti! Recupera quasi da solo lo svantaggio, ma nel finale perde lucidità e giustamente viene avvicendato.

ROSSATO 6: Festeggia le 100 presenze in LBA. Inizio pessimo, poi trova un paio di triple pesanti e ritrova il sorriso. In difesa deve essere più disciplinato, alcuni falli sono da evitare…

CAPPELLETTI 6: Probabilmente il suo collo non è in ordine, solo 5 minuti in campo, ma giocati con oculatezza.

HURT 6: Partita iniziata con difficoltà, i falli lo condizionano. Ma nel momento migliore dei nostri, lui è in campo e si fa sentire.

SANOGO 5: Non ci siamo, troppo indeciso. Quando fa delle belle giocate, subito dopo commette delle stupidaggini incredibili. La sua irruenza delle volte è deleteria per la squadra.

COACH REPESA 7: Ancora una vittoria, però sempre in sofferenza. Quest’anno i timeout li chiama con troppa parsimonia…Non era facile, però la gestione dei finali va assolutamente migliorata, perché troppe volte si è rischiato di perdere partite virtualmente chiuse. Vincere comunque è una buona medicina…

foto Stanislao Savalli

Potrebbe interessarti