di Lorenzo Noto
La pagina più prestigiosa della pallacanestro trapanese viene scritta in un momento di grande caos nei rapporti fra la Società cestistica e l’Amministrazione Comunale, una grande gioia che riesce a fare breccia nella profonda tristezza causata dal timore di non potere più vedere giocare la nostra squadra “ a casa”.
La storia, la prima vittoria in Basketball Champions League, edizione 2025/2026, si è scritta il 28 ottobre 2025, sul fiume Opava, nella omonima città della Repubblica ceca che ha ospitato la squadra israeliana del Bnei Herzliya, figli (bnei) di Herzliya la città che si trova nel distretto di Tel Aviv.
La partita ha detto fin dalle prime battute che c’erano tutte le possibilità di giocarsela fino in fondo, abbiamo visto con immenso piacere la crescita di giocatori come Hurt che ha avuto la migliore resa valutata con il punteggio di efficienza 16 (gli altri risultati di efficienza: Cappelletti 15, Ford 13, Eboua 12, Alibegovic 10).
Migliori realizzatori di Trapani Hurt e Ford con 14 punti, in doppia cifra anche Alibegovic con 11 punti, a seguire fanno piacere i 9 punti di Cappelletti che sembra sulla buona strada per dare il proprio contributo alla squadra, 9 punti di Petrucelli, meno efficace del solito Timmy Allen con 8 punti che, però, è stato fondamentale sul finale marcando il 69 – 74 e il 71 – 76 per Trapani.
Il finale è stato degno delle più grandi emozioni ma, probabilmente, era scritto che, oggi, doveva scriversi la pagina di storia più attesa dagli appassionati trapanesi di pallacanestro.
La lotta ai rimbalzi è stata vinta da Trapani (36 contro 29), le percentuali al tiro non sono state irresistibili, quasi pari la sfida per gli assist (18 a 17 a favore di Trapani), sui tiri liberi la squadra israeliana ha fatto peggio con un 63,6% contro l’81% di Trapani.
Davvero una bella soddisfazione, sempre con la consapevolezza che aumentando il numero di partite giocate non potrà che migliorare l’affiatamento fra i giocatori.
La considerazione finale non ha nulla a che vedere con la gioia di questa storica giornata: Bnei Herzliya giocava ben lontano da casa, 3.600 km. circa di distanza da casa, il palazzetto era, come è facile intuire, vuoto e tutto ciò non ha fatto altro che far immaginare, in proiezione, la nostra squadra giocare, nella più grande solitudine, lontano da casa.
Qualunque popolo meriterebbe di vivere serenamente, in particolar modo se tira aria di guerra, ma anche i trapanesi meriterebbero un po’ più di serenità.
La squadra già pensa alla sfida di domenica prossima contro Brescia e chissà che non si possa continuare a sorridere, sia pur con retrogusto amaro.








