di Salvatore Barraco
L’Acqua San Bernardo in panchina ha confermato il coach della promozione, Nicola Brienza che, dopo diversi tentativi a vuoto, ha portato Cantù lì dove merita e creato una solida identità tattica, e proponendo gioco organizzato, controllo del ritmo e difesa aggressiva. Il roster. Il nuovo playmaker USA è Jacob Gilyard (nell’ultima stagione in Germania) con tanto dinamismo e, al contempo, capacità di mettere in ritmo i compagni. Non particolarmente strutturato fisicamente, ma con una velocità di base che lo porta a recuperare diversi palloni. Al momento percentuali da tre sotto media (25%), mentre è abile nel procurarsi falli (3.5 subiti) da convertire poi in lunetta, dov’è non sempre è preciso (61.5%). Può essere attaccato in post basso. La specialità della casa rimangono gli assist, ben 6.5 di media. Andrea De Nicolao, il play della promozione, è regista sia d’ordine ma, al contempo, è spesso chiamato sul parquet quando c’è da “spingere” e, soprattutto, da pressare il portatore di palla avversario. Abile in transizione e nel trovare il compagno per un buon tiro (ottimo assistman). Non sempre costante dalla distanza e, più in generale, sempre meno top scorer, prediligendo giocare per la squadra. Energia e ritmo. Giocatore da break. La guardia è Giordano Bortolani che, dopo gli anni di panca a Milano, sta tornando a fare il suo lavoro, il go to guy dal ventello facile, che ama prendersi tiri anche a giochi rotti, grazie ad una indubbia confidenza col canestro. Pericoloso sia in sospensione da tre sia in arresto e tiro dalla media, dopo essersi creato spazio col ball handing. Efficace anche al ferro, come dimostrano i 4.5 falli subiti. Finora 14.5 p.ti ed il 62.5% da tre (su 4 tentativi di media). Non crea tanto per la squadra. Pericolo pubblico numero uno dalla distanza. Jordan Bowden è il tiratore USA, ex Tennessee, che prevalentemente usa i 6.75 (44.4% su 4.5 conclusioni a match), in virtù di mano educata dalla distanza, mentre non ama più di tanto andare nel traffico. Classico specialista, capace di segnare sia dal palleggio che in uscita dai blocchi. Perimetrale. Sotto canestro troviamo il talento USA (con passaporto italiano) Grant Basile (2000), prodotto della prestigiosa Virginia Tech. MVP in A2, ha ottima attitudine nella lotta sotto i tabelloni (6 rimbalzi per gara) ma, nonostante un’ottima tecnica individuale, sta un po’ faticando al piano di sopra, soprattutto alla voce percentuali. Caratteristiche sia spalle a canestro che fronte da dove può partire in palleggio punendo avversari più statici. Ha anche raggio dalla distanza. Più tecnico che atletico, ogni tanto pecca di poca cattiveria. Tyron Sneed, ex Brindisi nel 2023/2024 (16.3 + 6.3), è un “tre” atletico e verticale, veloce di piedi e, soprattutto, completo, potendo far male sia in avvicinamento a canestro che dai 6.75. Prodotto di Kansas, in attacco si carica di tante responsabilità (12 tiri dal campo al momento con basse percentuali) e viaggia in doppia cifra. Il suo referto è sempre pieno di tante cose, rimbalzi (5), falli subiti (4), assist (3.5), poiché vede bene i compagni. All around. Il 4 Ife Joshua Ajayi viene da una stagione da 17.2 punti, 8.5 rimbalzi di media, 45% da tre in A2 a Torino. Ottime capacità offensive sia dalla media (66.7% da due) che da tre, con capacità di giocare fronte a canestro ed “aprire” il campo. Può dare una mano a rimbalzo, grazie alla sua possente struttura fisica. Oumar Ballo, 5 Maliano del 2002, è il padrone dell’area colorata, grazie ai suoi 213 cm. Di grande struttura, ma al contempo esplosivo, in attacco chiude facilmente al ferro (9 p.ti con il 72.7% da due) mentre in difesa intimidisce ed ingombra il pitturato con la sua mole. Ben 7.5 rimbalzi a match, specialità della casa. Si sta confermando dopo un percorso collegiale di primissimo livello (tra cui Arizona), di fatto sempre in “doppia doppia”. Riccardo Moraschini (1991), ala titolare della promozione, ha vestito anche le maglie della Nazionale e dell’Olimpia Milano. Gioca 14’ di media e può colpire in tanti modi, sia da fuori che in 1c1, sfruttando la sua potenza atletica e la notevole struttura fisica. Poco impatto offensivo nelle prime 2 gare, con percentuali in calo, ma il suo referto può portare alla squadra falli subiti, rimbalzi e assist. Buona capacità di subire fallo. Quasi 10’ per un altro confermato, il 5 Leonardo Okeke che è un pivot verticale (che non ha raggio da fuori), dai pochi movimenti in post basso e dalla media ma che, grazie al suo atletismo, può chiudere sopra il ferro (50% da due). Grande presenza in area, come dimostrano i 4 rimbalzi a match. In difesa può cambiare sui piccoli, data la sua velocità di piedi.








