TRAPANI SHARK. DAL TORNEO DI UDINE INDICAZIONI POSITIVE

di Salvatore Barraco

Dopo qualche amichevole in Slovenia in ritiro, invero a ranghi ridotti e con la preparazione fisica ancora nelle gambe, ecco il primo test di certo più indicativo, dato che il quadrangolare in Friuli annoverava altri due team di LBA, entrambi affrontati da Trapani. Reggio Emilia e Apu Udine, vero due squadre con obiettivi diversi dagli Shark, la UnaHotels per una non scontata caccia all’ottavo posto valido per i playoff, i padroni di casa per una tranquilla salvezza. In ogni caso, due formazioni che Ford e compagni affronteranno in campionato, e così vediamo le indicazioni tratte, pur ricordando che, tra assenze, condizione fisica ed equilibri da ricercare, al momento è un bel cartello Working progress. Il reparto “piccoli” è apparso poter essere davvero una freccia decisiva nell’arco di coach Repesa, folto, ben variegato nelle soluzioni e complementare. Se Ford sembra una garanzia, capace di far canestro sia in avvicinamento che dai 6.75 (poco importa se dal palleggio o in uscita dai blocchi), la buona novella arriva da Ryan Arcidiacono che in Slovenia aveva sì fatto viaggiare il pallone in transizione, sì innescato i compagni ma, invero, era apparso con le polveri bagnate. Ad Udine è stato l’MVP del torneo con una media di 17.5 p.ti, e la sua capacità di essere pericoloso in attacco assumerà valore dirimente. Mettere in ritmo i compagni ma anche mettersi in proprio, per attirare le difese avversarie e così aprire spazi anche per i tanti tiratori Shark, e non lasciare al solo Notae il compito di battere dal palleggio la prima linea difensiva. Proprio Notae, arrivato tardi in ritiro, è chiaramente non al massimo ma, soprattutto nella “prima” contro Reggio Emilia ha dimostrato di non aver dimenticato i suoi break, fatti di rubate, tiri in transizione e quella capacità di andare al ferro invero rara. E poi come nessuno può cumulare bottino in pochi possessi, spesso decisivo per svoltare i trend delle gare. Detto che Petrucelli e Rossato si sono passati il testimone alla voce doppia cifra (il primo 12 p.ti contro Reggio Emilia, il secondo 16 contro Udine) e che i loro compiti difensivi, e le tante bocche da fuoco presenti, non ne faranno costantemente dei giocatori deputati al ventelli; detto altresì che Cappelletti potrà ritagliarsi un ruolo prezioso quando lo staff tecnico avrà bisogno di dinamismo, 1c1 dal palleggio ma, al contempo, maggior raziocinio in regia; si può affermare che il reparto esterni lascia dormire sonni abbastanza sereni a Repesa, se si pensa che ad Udine è rimasto ai box Allen che nelle amichevoli in Slovenia aveva ben ricoperto il ruolo di Go to Guy, segno che spesso dalla Lega Belga si può pescare bene (vedi Cale a Trento la passata stagione). Un backcourt che probabilmente cercherà di creare vantaggio più muovendo velocemente la palla e meno da situazioni statiche di isolamento in cui era maestro Justin Robinson. Andando ai lunghi, va detto che manca ancora Alibegovic, impegnato agli europei con la Bosnia. Atleta insostituibile per Trapani, per quella capacità di poter far male sia in post basso che fronte a canestro, in base al miss match di volta in volta percorribile. Davvero positivo l’impatto di Eboua (11 p.ti di media nel torneo) che da 5 dovrà confermare al proprio coach che il finale della passata stagione non è stato certo un caso, soprattutto in termini di ritrovata cattiveria, arma fondamentale nella lotta sotto le plance. Sull’atletismo e forza fisica residuano pochi dubbi. Hurt contro Udine non ha giocato ma è andato in doppia cifra nell’esordio contro la UnaHotels, confermando quanto fatto veder in Slovenia, cioè che sul pick and pop può segnare con continuità, per via di polpastrelli di seta. Da verificare la sua capacità di essere incisivo in post basso, caratteristica che non appare il punto forte del lungo USA e, laddove si optasse per un quintetto atipico con l’ex Duke da 5, verosimile pensare che il leit motiv tattico sarà in primis aprire il campo. Di contro, poco apporto finora da Sanogo che, oltre al ritardo di condizione normale per un giocatore così strutturato, è sembrato non ancora al suo agio con il tatticismo che vige in Europa. Non sarà di certo chiamato al ventello di rito (per quello ci sono altri candidati) ma, oltre al presidio ai rimbalzi (linfa per poter viaggiare in transizione), dovrà essere più pericoloso sul pick and roll, farsi trovare dai compagni negli spazi e garantire quel minimo di pericolosità anche in situazioni statiche da post basso, costringendo le difese ad adeguasi, in modo da creare vantaggi anche per i compagni. Ultima nota: Trapani ha vinto entrambe le gare a punteggio basso (78-71 contro Reggio Emila; 76-64 contro Udine) che, per una squadra votata a ritmi e punteggi alti, è buon segno quando il piano A non potrà essere cavalcato. Infine gli Shark all’intervallo lungo di entrambe le partite avevano già accumulato grandi vantaggi (+24 contro Reggio Emilia; +12 contro Udine), cosa parecchio sintomatica, ove si pensi che a questo punto della stagione i minuti davvero indicativi non sono certo quelli finali, quando le gambe iniziano a reclamare. E, non a caso, nelle amichevoli in Slovenia spesso si era deciso di giocare solamente 30’.

foto Trapani Shark

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