di Piero Salvo
Gli Shark perdono gara due della semifinale scudetto andando verso una probabile eliminazione, ma la Trapani presente al Palashark che ha applaudito alla fine della partita capendo che la squadra aveva messo tutto in campo, ne esce assolutamente vincitrice. E’ stato uno spettacolo assoluto vedere gli spalti dell’impianto di viale Ilio festanti, rumorosi al punto giusto in un tripudio di granata che contrassegnava il tutto. Poi l’applauso sentito caldo sincero nei confronti di Andrea Bulgarella ha sancito la civiltà e il valore di un popolo accorso in massa al palazzo dello sport che ha creduto in un sogno, e seppure abbia preso due brutte sberle in questo fine settimana appena trascorso, non si è disunito, non ha criticato, ha comunque sostenuto la squadra e i suoi condottieri coach Repesa e il presidente Valerio Antonini. Almeno il pubblico del Palashark è assolutamente consapevole che si è vissuto un sogno, una stagione eccezionale dove dodici ragazzi buoni cestisti non campioni, e un coach di altri tempi hanno dato tutto per la città, per la maglia granata per questo popolo affamato di normalità e che ha trovato nel basket una forma di rivincita, esaltando l’orgoglio della trapanesita cosa che in molti in questa città hanno smarrito. Il coro “sono trapanese e me ne vanto” e’ la sintesi di questa stagione, che però in città non tutti possono fare proprio: lo possono fare gli abbonati, chi ha fatto sacrifici enormi per esser sugli spalti, chi alla fine della gara di ieri ha stretto la mano al coach, ha fatto una foto con il presidente si è abbracciato con i giocatori che pur dando tutto hanno trovato un avversario più forte. Chi è rimasto a casa a soffrire davanti la tv. Poi ci sono quelli che hanno sperato che gli Shark fossero sconfitti( e vi assicuro purtroppo che sono in tanti), per partito preso(perché a Trapani siamo anche masochisti), per antipatia, per interesse o solo per dire io l’avevo detto, tutte affermazioni che rappresentano invece la parte brutta di noi trapanesi. A tutti quelli che purtroppo ieri non si sono dispiaciuti di come sono andate le cose, che stanotte non hanno avuto difficoltà a predendere sonno, voglio ricordare che la squadra si chiama Trapani e ci rappresenta tutti e i 4500 del Palashark lo hanno capito e loro si hanno il diritto di gridare “sono trapanese e me ne vanto” .
foto Stanislao Savalli








