TRAPANI SHARK-REGGIO EMILIA. I PLAY OFF INIZIANO CON QUALCHE BRIVIDO DI TROPPO


di Lorenzo Noto

Rivedere la partita di ieri sera è da brividi, si rivive la paura di perdere la prima partita play-off della storia.

L’atmosfera prima della partita era quella della festa del paese, c’erano tutti gli ingredienti per sbattere a muro violentemente. Non vi dico dove avevo le mani prima dell’inizio del match.

Non ci dobbiamo girare attorno, dobbiamo dirlo con chiarezza: Trapani non è stata più forte di Reggio Emilia, è stata più fortunata.

Certo, ci sono state tante assenze importanti, assenze non fisiche bensì mentali, abbiamo visto cose che avrebbero fatto innervosire anche uno anestetizzato.

Continuo a non capire perché la gente venga al palazzetto per passare più tempo al bar piuttosto che sugli spalti, mentre la squadra è impegnata a ritrovare la strada per vincere vedi chi sale e chi scende le scale, chi è completamente disconnesso dalla partita, bambini completamente abbandonati intenti a rotolarsi a destra e a manca.

Forse, in tanti pensavano all’ultima partita in casa con Reggio Emilia ma quelle partite non si ripetono sempre e i play-off presentano difese più dure, i riflettori accesi motivano di più i giocatori (anche per fare peggio del solito).

Deve essere rimasta negli spogliatoi ancora quella crema per le mani che usava Pleiss, quella che rende le mani scivolose.

Rivedere la partita sottolinea la grandezza di Robinson, la concretezza di Horton, l’abnegazione di Petrucelli.
Galloway è stato quello che è passato dalla giostra e dopo avere speso un pacco di gettoni (a vuoto) si è portato a casa il premio. Classe? Esperienza? Botta di culo? Vi invito a riguardare alcune azioni della partita e tirare dallo sgabuzzino del palazzetto non vuole dire prendersi delle responsabilità, vuol dire giocare male. In ogni caso, grandi applausi per la botta di culo di classe e di esperienza che ha fissato il 78-75.

Altri sono apparsi un mistero incomprensibile e se lo dice anche Coach Repesa la dice lunga.

Le fasi finali del match sono quelli di una partita a scacchi in cui la guida del Coach appare quella di un grande stratega. Metti dentro il giocatore, mettilo fuori, poi di nuovo dentro, come un gioco delle tre carte in cui, alla fine ti compare Galloway che ti spara quella bomba micidiale quando stavi già maledicendo i play-off e pensavi “ma come cazzo si fa a perdere con Reggio Emilia”.

Attenzione alla prossima, sarà ancora peggio per la tensione.

I ragazzi hanno bisogno di energia positiva e Coach Repesa lo ha sottolineato.

I play-off sono serviti, più che divertimento grande sofferenza ma alla fine è più bello (forse).

foto Stanislao Savalli

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