di Lorenzo Noto
Gli atleti, nello sport, si esibiscono per il pubblico, pubblico intenso in senso lato, non solo il pubblico di parte.
Se quest’anno Trapani ha giocato partite che si possono ritenere uno spot per la pallacanestro italiana, l’ultima partita della stagione regolare contro il Bologna, a casa della Virtus nel tempio della pallacanestro italiana, è stata un’altra promozione del meglio che la pallacanestro può offrire: talento, sofferenza, tenacia, spettacolo, emozione e tutto quello che di bello uno sportivo può desiderare, compresa la fierezza nel sostenere una MAGLIA.
Non serve raccontare gli episodi della partita, per quello ci pensano le cronache, anche se mi rimarrà impresso qualche passo della partita in cui non ho visto una assoluta equità nelle decisioni della terna arbitrale (vedasi fischio di fallo tecnico alla figura dei Coach, ad uno si, all’altro no in un momento che ci avrebbe regalato il primo posto) ma dobbiamo concentrarci sulla bellezza della partita e della stagione.
E’ bella anche una partita in cui la Tua Squadra non sembra essere quella incredibile che hai imparato a conoscere ma gli avversari cambiano e i luoghi dove si gioca cambiano pure.
Poi, si deve dedicare un po’ di spazio anche alla sorte perché avere perso questa partita potrebbe non essere una disgrazia. E’ ovvio che dopo avere vissuto un match del genere non puoi che sperare nella vittoria e la vittoria, probabilmente, ci avrebbe portati verso dimensioni che, forse, è meglio, ancora, evitare (come la follia pura!).
Non mi sembra, nemmeno, un caso che questa stagione regolare sia terminata con un tempo supplementare, testimonianza che alla fine della stagione non è stato immediato decretare il primo ed il secondo posto.
A mente più serena, guardando gli accoppiamenti dei play-off ed il tabellone che conduce alla finale viene l’acquolina in bocca ma bisogna non cadere nella trappola di credere che la strada possa essere spianata verso sogni ritenuti proibiti qualche tempo fa.
Pensate, Trapani non è apparsa al meglio, è apparsa appannata in alcune manovre e, nonostante tutto, ha rischiato di vincere a casa di una delle regine della pallacanestro italiana, mettendola in seria difficoltà dopo una lotta veemente sul campo. Vorrà dire, tutto ciò, qualcosa?
Sulla stagione regolare, quindi, si è messo il punto finale e prima di collocare questa splendida esperienza nella sezione dei ricordi più belli della nostra mente bisogna concentrarsi su quella appendice che ci dirà, ancora qualcosa.
Dove arriveremo non lo so, non lo sa nessuno, forse è proprio bello non saperlo.
GRAZIE ANCORA STUPEFACENTI SHARK
foto Roberta Salvo








