Prima della partita con l’Olimpia Milano, un caro Amico mi ha augurato di potere scrivere ancora raccontando una nuova impresa degli splendidi Shark, il meraviglioso gruppo di professionisti che ci ha imbarcati in una grande navicella lanciandoci, definitivamente, nello spazio.
Non so se quella di ieri sia stata la partita più bella della stagione, certamente è stata una delle partite che ha registrato una strepitosa costanza nello svolgimento dei quarti, con la dimostrazione di essere una squadra che è maturata tanto e di essere una squadra molto forte.
Erano tanti i motivi di preoccupazione prima della partita, il roster dell’avversario, la terna arbitrale ma, soprattutto, eravamo in tanti a chiederci quale livello di concentrazione avremmo potuto raggiungere e se, mentalmente, avremmo potuto reggere il confronto con una squadra attrezzata per giocare in Eurolega.
Semmai ce ne fosse bisogno va sottolineato che senza un grande Coach questi risultati non li raggiungi e nemmeno senza il talento che scende in campo.
Con il talento e la grande chimica (combinazione di una miriade di elementi) si raggiungono risultanti esaltanti e riesci a vedere in maniera diversa ciò che fino al giorno prima ti sembrava insormontabile.
Se devo azzardare una ipotesi, penso che quelli dell’Olimpia Milano erano convinti di venire a Trapani a vincere la partita, probabilmente non avevano realizzato compiutamente quale potesse essere lo spessore dello staff tecnico granata. E’ risaputo che un pizzico di presunzione può giocare brutti scherzi e non riesci, poi, in campo a raddrizzare la mira.
Scrivo dopo avere rivisto la partita, scrivo dopo avere ragionato e dopo avere rivissuto i momenti più importanti della partita, Trapani ha retto alla grande ed è riuscita a rispondere costantemente ai tentativi di recupero di una Olimpia che, ormai, lo dicono tutti, ha perso diversi palloni sanguinosi ma tutto ciò è accaduto soprattutto per merito degli atleti trapanesi.
Su alcuni punti sono costretto (costretto con grande gioia) a ripetermi: Chris Horton, che a Milano non aveva realizzato nessun punto, è un giocatore stratosferico, ieri sera ha addirittura surclassato avversari di cui si parla tanto e che sono, obiettivamente, molto forti. Chris Horton possiede quella eleganza e quella compostezza che mi ricorda il grande Reggie Johnson, non faccio paragoni tecnici ma quella efficacissima compostezza me li fa apparire somiglianti.
Abbiamo, finalmente, potuto ammirare la caratura di Langston Galloway che, per tutto il campionato, mi ha fatto dannare ma stava solo facendo le prove generali per salire, definitivamente, in cattedra nei momenti più importanti.
Justin Robinson non si discute e il suo talento, ieri sera, ci ha portati all’apoteosi sportiva.
Tutti i ragazzi, però, meritano un grande plauso, ognuno di loro ha contributo a realizzare questa grande impresa che ci consente, almeno, di piazzarci al secondo posto di questa stagione regolare e la prossima partita a Bologna potremo affrontarla con grande serenità e con quel grande lusso che si può permettere chi, eventualmente, vuole fare dei calcoli per i play off.
Non posso non chiudere scrivendo del mio prestigioso parente, quel JD Notae che ha segnato una tripla da Favignana (prendendo a prestito quanto scritto da una cara Amica). Ieri sera JD era offuscato ma anche quando è offuscato rimane un avversario terribile rappresentando quella mina vagante che riesce a mettere in difficoltà gli avversari che gli devono andare appresso. Vero è che qualche palla persa in occasione di un paio di rimesse ci ha fatto rivivere qualche patema, vero è che qualche tiro libero che ha ballato sul ferro per poi non entrare ci ha fatto imprecare ma JD rappresenta una delle perle di questa stagione (senza se e senza ma).
Voglio concludere con un plauso alla terna arbitrale, vero è che qualche fischio fa imprecare sempre ma l’atteggiamento dei tre arbitri ieri sera ha dimostrato uno spessore importante, riuscendo costantemente a dialogare con gli atleti in campo: complimenti.
Saluto tutti gli Amici e in particolare saluto l’Amico Nino.
PS: attenzione all’abbigliamento perché in vetta c’è sempre aria fresca!








