Di Peppe Cassisa
“Abbiamo giocato una partita da play off, contro una squadra europea e vincerla significa tantissimo. Tutti mi dicono che per vincere lo scudetto serve vincere in trasferta. Beh, siamo sulla buona strada allora. Ora la gente trapanese deve riempire il PalaShark sempre fino alla fine. Ringrazio tutti i giocatori perché hanno dimostrato grande attaccamento alla maglia e grande voglia di vincere”.
Sono state queste le parole di soddisfazione del presidente Antonini subito dopo la conquista da parte della Shark dell’ottava vittoria in trasferta della stagione. Una vittoria indispensabile per mettere nel dimenticatoio la brutta sconfitta di Sassari, formazione, comunque, giunta domenica al suo quarto successo di fila con la miglior attuale striscia positiva della A. Ma proprio la sconfitta con i sardi fa capire quanto sia importante non abbassare l’attenzione e la concentrazione in questo decisivo finale di stagione regolare perché sennò tutto diventa difficile. Le antitetiche prestazioni difensive(chiaramente guardando al secondo tempo di Casale), le diametralmente opposte percentuali di realizzazione nel tiro da tre e dalla lunetta (dal 52% di Sassari all’infallibilità nei 14 tiri liberi di Casale) sono solamente alcuni degli atteggiamenti e delle cifre che lo fanno intuire.
La capolista se ne va
E con Tortona la Shark non ha fallito, riscattando la sconfitta dell’andata e ribaltando anche la differenza canestri nello scontro diretto con i piemontesi, accompagnata dalla carica del solito fantastico nugolo di tifosi, festanti a fine gara insieme ai propri beniamini in un bagno di folla, al grido de “la capolista se ne va”. Roba da far accapponare la pelle! Ma ormai i tormentoni intonati dai tifosi sono anche quelli dei giocatori granata, italiani e stranieri, poco cambia. In un tutt’uno, in un’identità che spinge a pensare in positivo. A Casale, in un parquet che i colori granata nei recenti anni passati in serie A2 hanno calcato tantissime volte e in una cittadina che ahimè ormai è relegata nel campionato di B Interregionale, non sono mancati per i tifosi granata gli attestati di stima proprio da parte della tifoseria locale. Quest’ultima non proprio legata ai tortonesi, costretti invece a giocare a Casale in attesa dell’inaugurazione del loro palazzetto dello sport.
Crescita mentale e consapevolezza dei propri mezzi
Contro Derthona (che si presentava al match reduce da quattro vittorie nelle ultime 5 gare, così come i granata) la Shark ha soprattutto evidenziato la sua personalità e fatto capire quanto sia maturata e quanto si sia resa conto e sia consapevole delle proprie possibilità. Se in avvio di stagione la sconfitta interna all’esordio con Bologna e poi anche quella proprio con Tortona potevano sembrare come un normale andazzo delle cose, quasi scontato, al cospetto di squadre attrezzate per stare lassù in classifica, oggi la vittoria con Tortona testimonia quale sia l’attuale autostima di una squadra che comanda -non a caso- la classifica a cinque giornate dalla fine della stagione regolare. Una vittoria che porta con sé la crescita mentale, la consapevolezza di un gruppo che potrà dire la sua fino alla fine. E la riprova arriva anche dall’atteggiamento avuto dai granata in una gara che si può considerare in pratica un vero prologo dei play off.
Attacco ma soprattutto difesa
Insomma, la Shark esce a testa alta da Casale consapevole della propria forza d’urto offensiva e di quella aggressività difensiva che deve mettere in campo se vuole vincere, specialmente in trasferta. Se così andrà, nessun traguardo, quindi,potrà essere precluso e potersi assicurare il fatto di giocare nel catino del Palashark le gare che conteranno potrebbe rivelarsi un’arma in più per alimentare i propri sogni. Proprio l’aspetto difensivo ha caratterizzato la prestazione dei granata che dopo aver subito 54 al riposo hanno lasciato agli avversari 37 punti nel secondo tempo e cioè tanti quanti ne avevano subiti addirittura nel solo terzo periodo.
JD Notae protagonista … ma anche Petrucelli
Tante le risorse di una squadra che ha trovato anche nella panchina le energie per dare uno strappo decisivo al match, con JD Notae ancora una volta sugli scudi (20 punti in 25’, 12 in un amen nel 3° quarto). Le folate del folletto granata, la sua imprevedibilità, la sua precisione al tiro con il 50% da tre (3 su 6), le sue magate offensive (5 su 6 da due) hanno esaltato squadra e tifoseria e gettato nello sconforto gli avversari. Ma è stata anche la serata di un ritrovato Petrucelli, 29’ sul parquet, miglior assist man di squadra (6) e autore di 17 punti, ormai in piena ripresa e tornato, dopo l’infortunio, ai livelli di inizio stagione. La sua determinazione in difesa ma anche in attacco hanno così contribuito a fare la differenza sul parquet.
Una nota di merito nella serata anche a ungregario di lusso come Rossato, chiamato in campo nella ripresa quale specialista difensivo su Khuse ma soprattutto quale motivatore sotto l’aspetto difensivo della squadra.
Consueto poi l’apporto e l’affidabilità -magari con discontinuità- di Horton, Alibegovic,Galloway –vero uomo d’esperienza- e di Robinson con evidenti momenti di alti e bassi. E se Brown partito in quintetto e che malgrado i due banali errori iniziali si è poi riscattato, ad essere importante nel finale è stato il cinismo e la precisione di Yeboah: l’uomo delle triple decisive(due nel finale di gara).
Palashark sold out e fortino d’eccezione
Adesso non resta che accogliere l’invito del presidente a riempire il Palashark ma in realtà il vero problema appare un altro e cioè che il palazzetto trapanese diventa sempre più insufficiente per soddisfare la richiesta di biglietti proveniente da tutta l’Isola. E il nuovo Palazzetto nella auspicata Cittadella dello sport? L’unica certezza è che potrebbe aumentare la capienza disponibile – ma non soltanto quella- e calmierare i prezzi dei biglietti, fra i più cari nella serie A. Ma occorrerà attendere l’evolversi degli eventi. Intanto, gli attuali risultati conseguiti sul campo e le gare europee che si profilano alimentano le attese di una realizzazione.
Domenica con Treviso si tratterà delle prima di due gare interne consecutive. La successiva sarà quella con il lanciatissimo Venezia (6 su 7 nelle ultime gare, fermato solamente dall’altra capolista Brescia domenica scorsa). Il finale di stagione presenta un calendario difficile per i granata (Treviso e Venezia in casa, poi a Napoli, ritorno in casa nell’ultima gara interna della stagione regolare con Milano e chiusura a Bologna contro le “V nere” della Virtus l’11 maggio). Insomma, tutto si deciderà in un mese per la griglia dei play off.
La gara con Treviso rappresenta sulla carta, ma solamente sulla carta, la partita più agevole. Ma si sa che sul parquet è sempre un’altra storia. Guai, dunque, a sottovalutare l’impegno e tenere sempre alta la concentrazione. E poi come pensare di poter tradire i propri tifosi e non festeggiare con loro a fine gara?
foto Salvatore Simonte








