di Peppe Cassisa
Shark, orgoglio di Trapani. Una realtà entusiasmante, assai difficile da ipotizzare e un sogno che continua a giganteggiare nell’immaginario collettivo dei tifosi granata. La conquista del primo posto in classifica, seppur in coabitazione con altre tre squadre, la magica e indimenticabile serata e i record a sensazione nella gara con Trieste, il bagno di folla con gli ormai consueti sold out, sono alcune delle riprove. Contro Trieste, Trapani ha centrato la sua terza vittoria di fila -seconda migliore striscia vincente del momento, insieme a Tortona, alle spalle di Venezia- aumentando autostima e consapevolezza delle proprie possibilità. E così anche quest’ultima gara affrontata passerà agli annali del basket trapanese, e non soltanto di quello, per spettacolo e per i citati record.
Trieste asfaltata
Contro Trieste Trapani ha giocato la miglior partita della stagione, con una incredibile continuità di rendimento, spingendo sempre sull’acceleratore, mai doma, così come ha correttamente richiesto, se non imposto, il suo coach. In tal modo, allenando anche la tenuta mentale nel saper essere sempre continui mantenendo costante l’intensità nel contesto dello stesso match. Non si è trattato, dunque, di una mancanza di rispetto per gli avversari, in una giornata nella quale si sarebbe potuto tirare con gli occhi chiusi e segnare ma della voglia di migliorare e prepararsi alle battaglie che rimarranno da giocare. Ancora otto da qui alla fine di una stagione regolare che, infatti, si accorcia sempre più contrariamente ai confronti diretti che aumenteranno, specie ora che sono nove le squadre a cui si è ristretta la lotta per la conquista dei play off, con otto squadre concentrate in sei punti.
Trapani in crescendo
Ma è passata la buriana dopo il primo doppio stop della stagione oltre alla sconfitta in Coppa? Sembrerebbe proprio di sì. Le sconfitte, due delle quali immeritate e letteralmente regalate all’avversaria di turno, avevano anche evidenziato una squadra sottotono e che aveva accusato il peso delle battute d’arresto, insieme alla società (ma perché non pensare che si possa anche perdere?). E invece, segnalando una delle perle di saggezza di coach Repesa, occorre pensare a fare delle sconfitte un motivo di stimolo, di reazione, fortificandosi.
Le ultime tre vittorie ottenute di fila hanno così assunto un grosso peso specifico. Quella con Varese, perché ha segnato il ritorno alla vittoria e sarebbe stato davvero pesante e grave,all’indomani delle delusioni con Trento e Trieste,perdere in casa contro una squadra di bassa classifica; quella di Reggio Emilia, perché Trapani ha dimostrato carattere e personalità tornando a vincere in trasferta con pieno merito sul campo di un’avversaria diretta; quella con Trieste, quale culmine dell’ascesa, ritrovando condizione fisica, gioco e serenità mentale. Adesso ci sarà da cavalcare la tigre, senza però pensare che tutto sia diventato più facile. E se, come detto, dalle sconfitte bisogna trovare la forza per riemergere, dalle vittorie occorretrovare l’input per dare continuità al proprio rendimento, senza rilassarsi.
Una vera squadra
Ad orchestrarla c’è un direttore d’orchestra di primo livello ma a comporla sono atleti che con il passare delle giornate stanno diventando sempre più coesi (non a caso sono arrivati 43 assist nell’ultima gara), più protagonisti, salendo anche di rendimento. Con Trieste addirittura in nove (… e per giunta senza Galloway, realizzatore per antonomasia) sono andati in doppia cifra in 40’. Insomma -a prescindere dall’assurdità di quanto accaduto sul campo- un’ulteriore riprova del fatto che Trapani disponga di giocatori in grado di ergersi ciascuno, a turno, a protagonista.
E se Notae, pur sempre play ma più libero da rigidi schematismi, è tornato il giocatore capace di esaltarsi soprattutto in fase realizzativa (devastanti gli 11 punti in 3’ nel primo quarto con Trieste) ma non soltanto, vanno segnalati anche i miglioramenti di Eboua e Brown, oltre alla costanza di uno strepitoso Horton, all’affidabilità di Alibegovic, al ritorno a una migliore forma di Yeboah, Petrucelli e Rossato. Passa così quasi inosservato il rendimento divenuto meno stellare di Robinson.
Polemica sopita?
Atmosfera calda in campo … ma anche segnata dall’amarezza per il rinnovato sterile contrasto fra la società e i tifosi organizzati. Una stonatura che probabilmente la distensione caldeggiata dalla tifoseria e le conseguenti recenti dichiarazioni di Antonini contribuiranno a dissipare, mettendo da parte una polemica della quale tutti avrebbero fatto a meno, vista l’inutilità e la possibilità di archiviarla anzitempo. Solo uniti si possono raggiungere certi traguardi, mentre sarebbe delittuoso rovinare adesso questo entusiasmante momento.
Big match con Brescia
Adesso sarà la volta di uno scontro al vertice nellunch match domenicale contro Brescia, battuta di 21 all’andata sul proprio campo e rinata dopo quella sconfitta che la portò, a sorpresa, alla solitaria vetta della classifica al giro di boa. Domenica i lombardi, nelle cui fila militano Mobio e dell’ex capitano granata Ferrero, approderanno al PalaShark reduci dalla sconfitta interna con Milano ma in una stagione esaltante nella quale sono l’unica squadra della A a non aver mai perso due partite di fila. A Trapani il compito di infrangere questa statistica. L’augurio? Quello di poter consentire al coach granata, Repesa, a fine conferenza stampa, come da consuetudine, di stappare l’ennesima bottiglia di spumante … Il che, significherebbe davvero tanto, in una stagione che continua a riservare grosse soddisfazioni.
foto Salvatore Simonte








