AC Life Style Handball Erice-Cassano 32-19, le Arpie in finale contro Salerno
Superato anche il secondo ostacolo. La AC Life Style Handball batte Cassano Magnago e taglia il traguardo della terza finale di Coppa Italia consecutiva. Rispetto alla gara dei quarti contro Leno, il coach Cristina Cabeza Gutiérrez sceglie di schierare il portiere Daniele Pinto Pereira, lasciando a riposo l’ala destra Alexandra brasiliana Do Nascimento. Fra le italiane, è Chiara Priolo ad essere iscritta a referto al posto di Romina Ramazzotti.
L’avversaria di domani (ore 16) sarà la Jomi Salerno, che, nell’altra semifinale disputata nel pomeriggio, sempre al “Play Hall” di Riccione”, ha superato Pontinia, con il punteggio di 33-23.
LA PARTITA
AC Life Style Handball Erice-Cassano Magnago 32-19 (19-9)
AC Life Style Handball Erice: Masson, Priolo 1, Bernabei 1, Eghianruwa 5 Coppola 2, Tarbuch 3, Losio 3, Benincasa, Dalle Crode 1, Di Prisco, Pessoa 5, Ateba 5 Pinto Pereira, Cabral Barbosa 6, Cozzi, Iacovello. All. Cristina Cabeza Gutiérrez.
Cassano Magnago: Bertolino, Maggioni 1, Ponti 2, Manfredini1, Gozzi 1, Taddeo 1, Lain, Cobianchi 5, Laita, Ghilardi 5, Zanellini 1, Trevisan 1, Macchi, Gheller, Barbosu 1. Milan All. Davide Kolec
Arbitri: Simone Prandi – Stefano Pipitone
Commissari: Daniele Bazzanella – Giovanni Cropanise
LA CRONACA
Costruito subito un buon vantaggio (6-1, 11’), le Arpie appaiono spigliate e solide in difesa (con Nicole Bernabei specialista e sempre granitica). Daniela Pinto Pereira fa sentire il peso della sua presenza in porta e Alexandrina Cabral Barbosa (ingran spolvero, sarà MVP del match) è il metronomo che detta i tempi in attacco.
Cassano si conferma squadra volitiva, atletica, scorbutica. Allunga la difesa ed è un sistema che apre spazi per le conclusioni vincenti di Giulia Losio dall’ala destra. Gli ultimi dieci minuti dalla prima parte si aprono con le Arpie sul “+7” (13-6) e una gemma di Chiara Priolo regala il primo distacco in doppia cifra (17-7, 26’). Il coach Cristina Cabral Gutiérrez intensifica le rotazioni, distribuisce il minutaggio e si va al riposo sul 19-9. Mantenute con sicurezza le distanze, senza mai consentire alle lombarde un riavvicinamento (28-12, 45’), Cristina Cabral Gutiérrez inizia a pensare alla finale e a conservare le energie per l’indomani








