di Peppe Cassisa
La Shark cala la manita in trasferta e a Pistoia conquista la sua quinta vittoria esterna consecutiva. Imbattibilità confermata lontano dal proprio parquet e percorso netto, a dispetto degli scettici, dei gufi e degli invidiosi che proliferano sempre più, “ispirati” dal protagonismo esasperato del patron granata, Antonini. Anche questa vittoria però affonda le radici nelle scelte e nella disponibilità offerta dal presidente ad assecondare le legittime pretese del coach Repesa, puntellando l’organico alla luce degli infortuni occorsi a Petrucelli e Yeboah e dei recenti acciacchi rimediati con le rispettive nazionali da Rossato e Pleiss.
La mano di Repesa
Gli inserimenti di Brown e Eboua, con un solo allenamento alle spalle con la squadra, hanno evidenziato che nel basket, sul parquet, nulla si improvvisa. E così a Pistoia, Eboua è apparso impacciato, insicuro, insomma, ancora un pesce fuor d’acqua, mentre Brown ha dato il suo apporto confermando la sua esplosività, verticalità e le sue doti balistiche dalla distanza. Insomma, la Shark ha potuto, in parte, sopperire alle pesanti assenze. Ovvio che adesso toccherà a Repesa saper integrare nella squadra i due nuovi atleti granata, già apprezzati per le accertate doti palesate finora in campionato con le loro precedenti squadre e soprattutto nelle partite giocate da avversari contro Trapani. Importante, comunque, da parte della società non aver sprecato alcun visto d’ingresso in quanto appunto Brown proviene dalla A e Eboua è italiano.
Mire sempre più velleitarie
Trapani, comunque, a Pistoia ha dato una nuova risposta sul campo, riaffermando le proprie velleità e mire. Il secondo posto, sebbene in coabitazione con Bologna e Brescia, è una splendida e inattesa realtà, mentre l’accesso alla Coppa Italia – Frecciarossa final eight 2025 -concentramento fra le prime otto squadre classificatesi al termine del girone di andata, in programma all’Inalpi Arena di Torino dal 12 al 16 febbraio 2025- è il primo obiettivo stagionale centrato, per giunta con largo anticipo, alla decima di campionato. E non è certamente roba di poco conto. Ma per Repesa -e non soltanto per lui- dovrebbe essere solamente l’inizio di un percorso inimmaginabile.
Vittoria ma anche un pizzico di insoddisfazione
Trovano così ragion d’essere le dichiarazionipost-gara del coach, intrise anche di insoddisfazione, per il modo in cui la squadra si è complicata la vita in terra toscana, sprecando una seconda frazione eccellente e nella quale era apparsa un rullo compressore e che in apertura di terzo quarto l’aveva portata sul +21. Non è uncaso che Trapani abbia perso tre quarti del match, subendo non meno di 22 punti a quarto, facendosi incredibilmente recuperare, lasciando tiri puliti a Pistoia e mettendo in ritmo i loro tiratori, consentendogli di prender fiducia e al contempo, invece, di perderla, soffrendo nel finale e rischiando di perdere una gara già vinta e in controllo. Insomma, un richiamo pesante e legittimo quello del coach sulle responsabilità soprattutto difensive ma non soltanto. Un rilassamento mentale che ha portato a complicarsi la vita, allentando la morsa difensiva, smarrendosi e cadendo quasi in depressione.
Punti di forza
A piacere è la voglia di vincere della squadra e soprattutto la capacità di uscire sempre alla grande nei momenti delicati e topici del match. Fondamentale, in tal senso, la presenza in squadra di Galloway che fa dell’ultimo quarto il suo campo preferito di battaglia e nel quale, lui che non si tira indietro di un centimetro, diventa il punto di riferimento offensivo della squadra, prendendosi tutte le sue responsabilità quando il pallone potrebbe scottare. Insomma, un esempio di leadership e di indubbia personalità, ispirate e corroborate dalla sua precisione dalla distanza. Equesta sta diventando ormai una costante in finali di gara infuocati ed equilibrati.
Per non parlare delle grandi prove di Horton –“mister redditività” – e di Alibegovic, capaci di convertire in punti, anche loro con costanza nei minuti che contano, pesanti rimbalzi offensivi,apparsi, a conti fatti, decisivi. Ma come non citare anche mister Robinson che intanto ha prolungato il contratto fino al giugno 2026, alla ricerca di ambiziosi comuni traguardi personali e societari? Sarebbe delittuoso.
Infine, il coinvolgimento delle seconde linee:Mollura (partito in quintetto) e Pullazi(importante a cavallo di primo e secondo quarto),da parte di Repesa, chiamato saggiamente ad allungare la partita con le rotazioni della panchina nella prima parte del match e che hanno consentito di spender falli e far arrivare più riposati nel finale i titolari.
Ottima poi la gestione e la conduzione del contropiede, dove la Shark quando riesce a distendersi appare devastante.
Continuità
Rimane indubbiamente la ricerca della continuità nel rendimento della squadra l’attuale principale obiettivo. In particolare, nel corso delle gare interne, nelle quali Trapani ha sofferto più del dovuto, finendo anche per perdere, sin qui, le uniche due gare della stagione. Troppi up and down che hanno condizionato qualche match, sebbene poi chiuso con il consueto successo in trasferta e con altri in casa, e che continua ad alimentare la forte autostima del gruppo e dell’ambiente tutto.
Pleiss
Da definire, ancora, il ruolo di Eboua utilizzato da Repesa a Pistoia 9’ da pivot contro i 31’ di Horton. Ancora non molto chiaro se sarà questa l’unica connotazione in quintetto per Ebouaoppure se quello di Pistoia sia stato solamente un esclusivo utilizzo per via dell’assenza di Pleiss. A proposito, quanto “affaticamento muscolare” ci sia dietro il mancato utilizzo di Pleiss, rimane un dubbio. La domanda sorge spontanea, considerato che Repesa non è tipo da concedere il minimo vantaggio agli avversari e conoscendolo, presumibilmente avrebbe utilizzato Pleiss anche in condizioni non ottimali.
Appare probabile, quindi, che il lungo pivot tedesco possa essere sempre più vicino ai titoli di coda. Un taglio difficile da gestire per problemi contrattuali e di alto ingaggio ma, in ogni caso, appare scontato che il taglio del lungo pivot tedesco porterebbe a giocarsi un visto con l’ingaggio di un 5 fisico e strutturato, da affiancare a Horton, consentendo di utilizzare anche Eboua da 4, a meno di sederlo in tribuna.
Saranno le prossime uscite a chiarire le cose. In primis, quella di domenica prossima al Palasharkcontro l’imbattuta capolista Trento, passata pure a Scafati, dall’alto delle sue percentuali stratosferiche da fuori e del suo potenziale offensivo (massimo stagionale in terra campana).
Trento: prova del nove
Il big match con Trento, in pratica, rappresenta la prova del nove per i granata, il salto di qualità. Contro la meritata imbattuta capolista, la Sharksarà chiamata a far capire se potrà essere pronta a sferrare l’attacco al vertice della classifica. Le sconfitte interne contro Bologna e Tortona, contro due delle potenziali squadre di vertice, infatti,hanno rappresentato dei campanelli d’allarme. Con Trento, dunque, c’è l’occasione di poter indirizzare la barra senza mezzi termini verso la vetta. Insomma, sarà una prova di maturità al riguardo. Probabile il rientro di Petrucelli e augurabili, se non certi, i miglioramenti negli inserimenti dei nuovi arrivati.
A giudicare dalle statistiche ci sarà da attendersi una gara spettacolare e dagli elevati punteggi.
Palashark – caro biglietti
Qualche polemica, intanto, è arrivata dai tifosi per il caro biglietti. Ma come dare torto a chi continua a spendere e fare investimenti, coltivando i sogni e che con pochi posti rimasti disponibili al Palashark può cercare di fare un buon incasso in una gara di cartello? E chi non ha voluto acquistare l’abbonamento, adesso dovrà prepararsi a simili iniziative della società.
Intanto, a non mollare e a voler stare sempre vicini alla squadra in trasferta sono sempre in tantissimi tifosi. Memorabili le tante presenze. In attesa dei balletti entusiastici e festanti di fine gara con i loro beniamini e di intonare i canti di vittoria e innanzitutto di quello di vantarsi sempre più di essere trapanesi!








